GATTO GATTI FELINI GENERATE AI IA

È il tempo che passa o siamo noi? Oliviero Barbiglia era un commesso viaggiatore del settore “Cultura Adolescenziale”. Con la sua presenza elegantemente rassicurante, passava al setaccio tutte le famiglie con figli adolescenti e gli proponeva l’acquisto di libri della collana “Biblioteca Ragazzi”, legata alla casa editrice “Belfagor”, specializzata in testi classici, anche in versione digitale, adattati alle capacità di apprendimento dei giovani under 14.

In gioventù, aveva iniziato la sua carriera, sul banco del mercato rionale in qualità di “venditore ambulante” che, con frasi ad effetto e decantando i pregi della propria merce, riusciva ad attirare il pubblico convincendolo a fare acquisti. Poi scelse la sua strada che lo portò al grande salto nel mondo dell’editoria per ragazzi, proponendo le enciclopedie più popolari tra gli anni ’60 e 70, Conoscere, Sapere, Capire e I Quindici, inizialmente come venditore porta a porta, poi, anche per ottimizzare i tempi, utilizzando uno stratagemma pubblicitario tipico di quegli anni.

Aveva preso accordi con il gestore della sala cinematografica parrocchiale della chiesa di San Alfonso Rodriguez, Don Rinaldo Orecchia, prenotando la sala un pomeriggio infrasettimanale per proiettare un film gratuito rivolto alle famiglie, sfruttando l’intervallo per piazzare più enciclopedie possibili facendo firmare i famigliari sotto la linea tratteggiata.

In poco tempo, grazie al successo ottenuto con le sue innovative tecniche di vendita, divenne capo area regionale. Lo scatto decisivo che portò Oliviero Barbiglia ai vertici nazionali del colosso editoriale “Lege et Ora”, fu la preselezione comunale legata al Festival dello Zecchino d’Oro, puntando sulla sindrome del figlio fenomeno. Le vendite di testi letterari e di enciclopedie per ragazzi, nel giro di tre anni, decuplicarono e i massimi dirigenti dell’azienda, come segno di riconoscenza, gli offrirono una poltrona direzionale in pelle, in stile d’antiquariato “Chesterfield Captain” e lui, salì sul primo treno per Milano e il giorno seguente aveva già preso possesso del suo nuovo ufficio, un attico con vista Duomo posto al sesto ed ultimo piano servito da ascensore con accesso esclusivo direttamente all’interno dell’ufficio e vasca idromassaggio riscaldata.

E mentre la scalata al successo per il dott. Barbiglia sembrava non raggiungere mai la cima, Oliviero, il suo Alter ego tendente alla depressione, cominciò ad avere problemi legati all’inesorabile passare del tempo, istante dopo istante, protetto nel suo carcere dorato, si consumava guardando l’enorme orologio digitale posto sul muro davanti alla sua scrivania, il quale non accennava a fermarsi, di fronte a niente e a nessuno.

Aveva provato a fingere di non guardarlo ma a lui non importava, e continuava a scorrere. La paura che un giorno dopo l’altro la vita se ne andava, per citare un capolavoro di Luigi Tenco, cominciava a incutergli terrore e ad ogni fine giornata, la domanda alla quale tentava di rispondere prima di ottenebrarsi di “goccine”, era sempre la medesima: “Che cosa porterà via con sé il giorno che sta finendo?mentre il mattino seguente, appena aperto gli occhi, la domanda che si poneva era: Che sorpresa ci porterà il giorno appena iniziato?

Oggi, dopo aver lottato e vinto contro disturbi bipolari, Oliviero ha abbandonato quella sensazione di tristezza prolungata mista a insonnia e a mancanza d’appetito, grazie all’aiuto di “Cambise II”, un gatto meticcio di colore rosso, considerato una sorta di antidepressivo naturale, lo sostiene una ricerca realizzata dalla “Mayo Clinic Center for Sleep Medicine in Arizona” in cui si legge che dormire con un micio aiuta a sentirsi più rilassati e ad avere sonni più tranquilli, diminuisce i livelli di stress e di ansia, proteggendo il cuore e il contatto con il pelo del gatto, prosegue l’esperto, produce ossitocina, l’ormone della felicità, che agisce in modo positivo su battito, frequenza cardiaca e pressione arteriosa. Un miao dopo l’altro, la tristezza svanirà.

A cura di Marco Benazzi – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Marco Benazzi

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