Il Comm. Aristarco Ruggiero Prosciutti mi ha coinvolto, in verità pagandomi profumatamente, per curare la sua candidatura alle elezioni del Senato della Repubblica nelle circoscrizioni e regioni del territorio nazionale del 25 settembre 2022. Il nonno Valdemaro aveva aperto una fabbrica di manganelli, a metà degli anni venti del secolo scorso, che nel dopoguerra il padre e di seguito lui convertirono in produzione di mattarelli di ogni forma, misura e materiale. Sarò lo “strategist” che porterà al candidato quel giusto mix di creatività e esperienza politico-sociale. Sono partito dal nome della Lista Civica “Prosciutti & Meloni”, il binomio perfetto dell’estate elettorale, un abbinamento vincente a prescindere dalle motivazioni. Al termine di ogni comizio, Rick Andreini Balestri, il nostro Chef Top Quality, delizierà tutti gli intervenuti con variazioni culinarie a base di prosciutto e melone il tutto annaffiato con calici freschi, bianchi con una buona acidità in grado di bilanciare la dolcezza degli altri ingredienti. Per gli amanti della bionda, lo chef proporrà una selezione di birre equilibrate, leggermente speziate, dal finale secco e pulito. Il quartier generale della Lista Civica è posto all’interno di un vecchio supermercato chiuso da anni e situato, strategicamente, accanto alla stazione ferroviaria. Ogni giorno, sul primo treno locale in transito, quello che ferma in ogni stazione anche la più insignificante, saliranno almeno sei energumeni addetti alla propaganda elettorale i quali percorreranno il tratto fino a Bologna, omaggiando i viaggiatori di un gadget pensato in modo da attrarre l’attenzione dell’elettor* medio. Si tratta di un mattarello studiato per l’occasione, liscio, nero e della lunghezza di 30 cm, robusto q.b. in plastica dura, adatto per “stendere” ogni tipo di pasta, lavabile in lavastoviglie e, a differenza dell’antenato in legno, molto resistente. E’ molto apprezzato anche e soprattutto per la sua duttilità, al punto che in soli dieci giorni ne sono stati donati ventimila pezzi. Le quotazioni di Aristarco Ruggiero Prosciutti, salgono giorno per giorno e la sua personale marcia su Roma già pare non avere alcuno ostacolo. Purtroppo, le ciambelle, a volte, escono senza buco. Dal quartier generale della Garbatella, a Roma, arriva improvviso e inaspettato un dispaccio consegnato direttamente nelle mie mani da un motociclista a bordo di un Moto Guzzi 250 SS sulla via Strada Statale 3 bis Tiberina. Lo Chef stellato, amico di vecchia data e responsabile dell’area catering della “bionda Calimera”, ha sentenziato che prosciutto e melone, serviti insieme, creano criticità non indifferenti. L’argomentazione è da esperto del settore e inappuntabile. Il problema è dovuto a fatto che il melone ha un’alta percentuale di potassio – sostanza importante soprattutto nei periodi di afa – mentre il prosciutto crudo contiene dosi importanti di sodio che annullano, di fatto, i benefici del potassio.

Per questa ragione, la candidatura del Commendator Prosciutti, vede sfumare l’alleanza che di certo lo avrebbe portato lontano. Tutto sembra ormai perduto quando mi viene alla mente un abbinamento alternativo ed estremamente originale. Mi ricordo che, durante un viaggio in Sicilia, un amico di Ragusa, invitandomi a cena, mi propose un piatto che al prosciutto abbinava uno strano frutto originario del Sud America Tropicale, sempre appartenente alla famiglia delle cucurbitacee, disse che si chiamava Cassabana e che, a suo dire, era molto più dolce e odorosa del melone. Ho impiegato due ore per individuare il nuovo partner politico del Commendatore, il dott. Manlio Cassabana, considerato il massimo produttore europeo di Olio di Ricino, vegetale molto pregiato e spremuto rigorosamente a freddo. Ai tempi di mio nonno, pare venisse somministrato per stimolare la crescita di capelli, ciglia, sopracciglia e unghie. Il codino pubblicitario recita: Vota Prosciutti & Cassabana, per raggiungere il Nirvana nella tua vita quotidiana. Se dovesse andare come penso, un posto da sottosegretario alla Cultura non me lo toglie nessuno.

A cura di Marco Benassi – Foto Imagoeconomica

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