zMAURIZIO ZANELLA PRESIDENTE CA' DEL BOSCO

Prima di tutti occorre ricordare una donna paragonabile a una nobile contessa, mi riferisco a Annamaria Clementi che per sua volontà decise di acquistare una casa di collina negli anni ’60 diventata poi una delle cantine più affermate in d’Italia.

Ma al suo fianco c’è anche il figlio Maurizio Zanella, un 1956 DOC in grado di unire la sua vocazione artistica agli studi in agricoltura, dichiarandosi apertamente un uomo indipendente e libero dai filari locali, però forte e volenteroso per fare conoscere la Franciacorta nel mondo, che sta superando la produzione dei vini francesi. La sua capacità è stata quella nell’individuare il talento altrui che lo porta ad affiancarsi ad André Dubois, che diventerà chef de Cave di Ca’ del Bosco, una azienda che oggi vanta 270 ettari vitati (di cui 187 di proprietà) e una immagine inconfondibile. Maurizio è stato, insomma capace di costruirsi un marchio di autentico predominio e autenticità.

La carta vincente di questo generoso viticoltore è stata la vision di una cantina che non deve essere solo luogo di produzione, ma anche un centro dove opere d’arte diventano attrazione ed esperienza per il consumatore proveniente da ogni angolo del pianeta.

Oltre alle istallazioni presenti nelle zone di fermentazione e affinamento, la nuova ospitalità è stata studiata come esperienza multisensoriale che permette di comprendere a pieno il metodo Franciacorta. Un investimento che ha reso il marchio Ca’ del Bosco tra i più famosi e riconoscibili della denominazione, nella evocazione di un lusso assai raffinato.

Maurizio Zanella con Eduardo Teodorani grande manager industriale e Giorgio Veroni sono stati ricevuti presso l’ambasciata italiana a Londra per presentare durante una cena, quella Franciacorta che anche Bacco se ne è innamorato tra gli Dei.

il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

Il Direttore Editoriale Carlo Costantini

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