Il caro energia stringe la morsa sull’Europa, soprattutto in vista dell’inverno, quando tutti i Paesi membri dell’Ue dovranno far fronte a un vasto piano complessivo di contrazione dei consumi. Saranno infatti 12 i miliardi di metri cubi da risparmiare da qui a ottobre per avere stoccaggi a sufficienza con cui affrontare l’inverno che ci aspetta. Per comprendere l’entità del taglio, sarebbe come se 36 milioni di famiglie europee dovessero rinunciare al gas per tre mesi. Nell’ottica di liberarsi dalla dipendenza dalle forniture russe, l’Europa tenta il tutto per tutto, disposta anche a fare notevoli sacrifici, pur di puntare all’autonomia energetica.

L’Italia si è mossa in tempo, diversificando le fonti di approvvigionamento, puntando ancora di più sulle rinnovabili e stringendo accordi commerciali con Stati importatori diversi dalla Russia, dall’Algeria all’Azerbaijan. Ma le misure di austerity, di tagli e risparmi ad un gran numero di attività pubbliche e private, dall’illuminazione pubblica alla riduzione dei consumi domestici, sono comunque inevitabili.

La Gran Via di Madrid(GettyImages) – La Gran Via di Madrid

Spagna: luci delle vetrine spente alle 22 e porte dei negozi chiuse da settembre

Nel resto d’Europa, gli esempi abbondano: da oggi in Spagna entrano in vigore una serie di iniziative, volute dal governo Sanchez, per contenere i costi. In uffici, negozi, bar e ristoranti l’aria condizionata non dovrà scendere al di sotto dei 27 gradi (per il resto dell’estate) mentre il riscaldamento per l’inverno non dovrà superare i 19. Le luci delle vetrine andranno spente dalle 22. I negozi saranno inoltre obbligati a tenere le porte chiuse a partire dal prossimo mese (questa misura è stata adottata anche nel comune di Firenze) e a fare manutenzione degli impianti di riscaldamento per migliorarne l’efficienza. Sono esclusi dalle misure per il risparmio energetico gli ospedali, i centri sanitari, le scuole, i saloni di parrucchieri e i mezzi di trasporto. “Dobbiamo rispettare gli accordi raggiunti a Bruxelles e la solidarietà, a prescindere dal fatto che la Spagna sia avvantaggiata per la sua posizione geografica rispetto ad altri paesi che dipendono molto di più dal gas russo o dalle fonti energetiche russe” ha dichiarato il premier spagnolo.

Francia: le grandi catene riducono gli orari di apertura

Non cambia molto in Francia, dove il gruppo Leclercaveva già avvertito che avrebbe potuto ridurre gli orari di apertura dei suoi negozi per far fronte alla carenza di energia. Poco prima, la multinazionale Carrefour ha firmato una “Carta EcoWatt” con l’operatore della rete energetica francese Rte per ridurre il consumo di elettricità nei suoi negozi durante i periodi di maggiore afflusso.

Mercatino di Natale nel centro di Vienna(GettyImages) – Mercatino di Natale nel centro di Vienna

Austria: taglio all’illuminazione pubblica, i supermercati spengono le luci esterne

Stessa situazione in Austria, dove la catena di supermercati Spar ha deciso di ridurre le ore di illuminazione per la pubblicità delle sue vetrine e all’esterno degli oltre 1.500 negozi in tutto il Paese. Ma la misura che impatterà di più sulla collettività riguarda la riduzione dell’illuminazione pubblica, in un Paese famoso in tutta Europa per i tradizionali mercatini di Natale: non poter contare sulle luminarie multicolori che nel periodo natalizio si possono ammirare in tutto il Paese rischia di fare un certo effetto. Lo scorso 5 agosto l’Agenzia austriaca per l’energia ha annunciato che il suo indice dei prezzi dell’elettricità per il prossimo settembre è aumentato di oltre il 256% su base annua.

L'Europa fronteggia un drastico taglio ai consumi energeticiAnsa – L’Europa fronteggia un drastico taglio ai consumi energetici

Regno Unito: record di bollette non pagate

Oltre la Manica, la situazione non è più rosea: le bollette energetiche non pagate nell’ultimo anno sono triplicate arrivando a un valore di 1,3 miliardi di sterline. Si tratta di un record che viene registrato in un momento in cui nel Paese si moltiplicano gli appelli a non pagare l’energia, il cui prezzo è aumentato vertiginosamente negli ultimi mesi e si prevede che cresca ulteriormente nei prossimi. L’ente regolatore britannico Ofgem dovrebbe infatti annunciare il 26 agosto un innalzamento del tetto dei prezzi dell’energia che per una famiglia media dovrebbe passare da 1.971 sterline a 3.358 sterline all’anno, secondo una stima di Uswitch, società che confronta i prezzi dell’energia. “Ci troviamo in una situazione allarmante”, ha osservato Justine Miltienyte, responsabile di Uswitch. Secondo quest’ultima, le aziende energetiche dovrebbero aiutare le famiglie in difficoltà a “trovare una soluzione, in particolare con scadenze di pagamento più flessibili.

A cura di Televideo – Foto Imagoeconomica

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