La recente puntata domenicale di “90° minuto”, storico programma televisivo della Rai sul campionato di calcio, condotta all’epoca dall’indimenticabile duo Valenti- Barendson, rimarrà negli annali del calcio parlato. Per la prima volta nella storia, dal debutto del Var, un arbitro ancora in “servizio” si è presentato in una diretta televisiva.

Il numero uno Daniele Orsato, premiato quale miglior fischietto al mondo del 2020, in collegamento da Schio, ha inaugurato la nuova era comunicativa-trasparente voluta dal neo presidente dell’Aia Alfredo Trentalange, che ha deciso questa svolta storica. Portare gli arbitri a parlare, spiegare, chiarire. Obiettivo senza dubbio ambizioso.

L’Italia è il paese in cui un arbitro torna a parlare in diretta televisiva a distanza di molti anni dall’ultimo precedente, con svariati temi, anche importanti. Alle tante domande Orsato ha sempre risposto con un sorriso “tirato” sulle labbra, affermando in sintesi che gli arbitri sono i primi a essere critici con se stessi; che il Var è una risorsa e non un problema; che il protocollo sta funzionando bene; che il dialogo con i calciatori è migliorato nel tempo; che la richiesta degli allenatori di rivedere un singolo episodio potrebbe essere un’idea da valutare; che i microfoni, non avendo nulla da nascondere, non sarebbe un problema.

Poi, a favore dell’odiens, si è passati al dunque: gli “orrori” arbitrali, anche se, con un episodio datato. Davanti alle immagini, prese come esempio, Orsato ha ammesso e commentato il suo errore in un Inter-Juve di tre anni prima nel quale “graziò” Pjanic per la famosa mancata espulsione, perché non estrasse il cartellino da secondo giallo: “Valutai male l’episodio e da allora non ho più arbitrato l’Inter”.

Il rapporto tra arbitro ed errore, altro tasto delicato: “Siamo i primi a non essere felici degli errori commessi e nello stesso tempo siamo molto critici sul nostro comportamento”. Poi, in chiusura, la domanda rosa del quando vedremo un arbitro donna in serie A: “Quasi ci siamo, ormai i tempi sono maturi”. Il sondaggio in tempo reale ha certificato un ottimo gradimento da parte del pubblico per questa novità in tempo reale.

Il modo più diretto possibile per attirare su di sé l’attenzione e fissare il punto di partenza di un processo che richiederà tempo e pazienza. La speranza è che per ammettere e/o spiegare un errore arbitrale non dovranno più passare tre anni! Si fa ancora fatica a credere che un direttore di gara commenti la sua partita.

A maggior ragione ci aspettiamo che ad avere l’ultima parola, dinanzi alle immagini, dovrebbe essere uno che a pallone ci ha giocato. In questo caso, saremmo già proiettati nel futuro.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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