Si aggrava ulteriormente il bilancio delle vittime nell’assalto a una struttura di assistenza per bambini a Nongbua Lamphu, in Thailandia nordorientale: secondo l’agenzia di stampa ThaiPBS, i morti sono 35 di cui 24 sono bambini in età prescolare. Ci sarebbero anche 12 feriti.

Si sarebbe ucciso, dopo aver assassinato anche la moglie e il figlio, l’ex poliziotto tailandese considerato responsabile della strage, a quanto scritto da Channel News Asia. Panya Kamrab, secondo la ricostruzione fornita al momento dai media locali, oggi è entrato in una struttura per bambini e ha aperto il fuoco. In Thailandia assassinii di massa sono rari, tuttavia c’è un precedente: nel 2020 un soldato uccise 29 persone e ne ferì 57 in un centro commerciale.

Tra le vittime ci sarebbero anche due insegnanti e un agente di polizia. La polizia aveva immediatamente emesso un mandato di perquisizione e cattura per il principale sospettato, un ex agente di polizia di 34 anni, che si pensava fosse in fuga ed armato di un fucile, una pistola e un coltello.

Si è poi appreso invece che si è conclusa con un omicidio-suicidio la caccia all’uomo lanciata dalle forze thailandesi. L’uomo, un ex poliziotto di nome Panya Khamrab, si era dato alla fuga, ma secondo la polizia, dopo la mattanza nel centro per l’infanzia, ha ucciso la sua famiglia e si è poi suicidato.

Secondo le prime ricostruzioni il killer, armato di pistola e coltello avrebbe fatto irruzione nell’asilo nido situato in una zona nel nord-est della Thailandia, e avrebbe attaccato chiunque si trovasse sul suo percorso, bambini e adulti. Lo ha reso noto, Achayon Kraithong, portavoce della polizia nazionale, il quale ha dichiarato alla France Presse che l’attacco è avvenuto nella provincia di Nong Bua Lam Phu.

La foto segnaletica del killer (Twitter/@singhpuru2202) La foto segnaletica del killer

Chi era il killer

Era stato licenziato a giugno, dopo essere stato arrestato per possesso di stupefacenti, il caporale Panya Khamrab, che oggi ha fatto irruzione in un centro per l’accudimento di bambini in età prescolare e ha preso a sparare e accoltellare qualsiasi essere umano che trovasse sulla sua strada, senza fare troppe differenze per età. Il bilancio ancora non definitivo della strage, avvenuta a Nongbua Lumphu, nel nord-est del paese, è atroce: tra 34 e 36 morti, due terzi dei quali bambini per lo più d’età tra due e tre anni.

Tra le vittime ci sarebbero anche la moglie e un figlio o figlia dell’assassino, che ha quindi diretto la sua furia omicida anche nei confronti della sua stessa famiglia, prima di suicidarsi, secondo quanto ha comunicato l’Ufficio investigativo tailandese. Altre 12 persone sono rimaste ferite, otto delle quali gravemente. L’ospedale della cittadina tailandese ha lanciato un appello urgente per chiedere ai donatori di sangue di farsi avanti.

La strage ha avuto inizio alle 12.10 locali. La polizia non ha ancora fornito dettagli per comprendere cosa ha innescato la sua furia. Dopo aver massacrato i bambini e adulti nel centro, Panya Khamrab è fuggito su un pick-up bianco. In seguito la polizia ha dato notizia del suo suicidio.

Il primo ministro tailandese Prayut Chan-o-cha ha espresso con un messaggio Facebook le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, descrivendo la strage un evento “scioccante”. Le immagini che circolano sui social network riprese dalla scena del massacro, mostrano i familiari dei bambini in una condizione di disperazione.

Presso la struttura erano ospitati 30 bambini in età prescolare, secondo quanto ha affermato all’agenzia di stampa Reuters un responsabile locale. Quando l’ex poliziotto ha fatto irruzione, per loro era il momento del pranzo. L’assassino ha dapprima sparato a quattro o cinque membri dello staff, una delle quali era incinta di otto mesi.

A cura di Televideo fonte Rainews – Foto Repertorio

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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