Ha sistemato in un parcheggio l’auto in una strada poco distante alla scuola elementare, si è avvicinato in modo spuderato all’ingresso dell’istituto con una pistola in pugno e un fucile a tracolla e ha sparato senza nessuna pietà, uccidendo almeno 19 bambini e tre adulti, tra cui un’insegnante. Si è consumata con una tragica giornata americana l’ennesima strage degli innocenti, l’autore di questa carneficina si chiamava Salvador Ramos, un diciottenne anch’egli rimasto ucciso, nello scontro a fuoco con la polizia locale.

Ora come accade da oltre vent’anni, l’ennesima strage riapre il dibattito sulla liberta’ selvaggia delle armi, ma anche sulle condizioni di salute mentale che affliggono un numero sempre crescente di residenti anche appena maggiorenni negli Stati Uniti.

Il teatro della tragedia è una scuola elementare del Texas, la Robb Elementary School nella cittadina di Uvalde, a circa un’ora e mezza da San Antonio. Secondo il governatore del Texas, Greg Abbott, il killer era uno studente 18 enne della stessa scuola, che si trova nella località. Lavorava da Wendy’s, catena di ristoranti con un punto vendita non lontano dal luogo della strage: «Era un tipo silenzioso, non diceva molto e non socializzava con altri dipendenti», riferisce il manager del locale Adrian Mendes.

Secondo i media Usa, il giovane avrebbe sparato alla nonna prima della strage e i suoi profili social sarebbero pieni di foto di pistole e armi da fuoco.

Intanto Joe Biden denuncia «un altro massacro» e chiede leggi più severe sulle armi perché è «tempo di agire». «Quante decine di bambini, che hanno assistito a quello che è accaduto, vedono i loro amici morire come se fossero su un campo di battaglia? – ha detto il presidente – Come Paese dobbiamo chiederci: quando, in nome di Dio, ci opporremo alla lobby delle armi?». Questo genere di sparatorie di massa raramente accadono altrove nel mondo. Perché? – ha aggiunto – Questo genere di sparatorie di massa non accadono mai con la stessa frequenza con cui avvengono in America. Perché siamo disposti a convivere con questa carneficina?, ha chiesto sottolineando però che non tutto può essere fermato con leggi più severe sulle armi. Però è ora di trasformare questo dolore in azione.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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