Tempi cupi in arrivo per il settore automobilistico che già da qualche anno risente di grosse contrazioni di mercato. Secondo i dati diffusi da Acea, l’Associazione dei costruttori europei nei paesi Ue, Regno Unito e Efta (Islanda, il Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) a febbraio sono state immatricolate 804.028 auto, il 5,4% in meno dello stesso mese del 2021.

Nello stesso mese, Stellantis ha immatricolato in Europa più Efta più Regno Unito 163.920 auto, il 17,5 in meno dello stesso mese del 2021. Nei due mesi le immatricolazioni del gruppo sono 320.662, in calo del 15,1% sull’analogo periodo dell’anno scorso. Stellantis è il marchio è la holding multinazionale che raggruppa sotto lo stesso ombrello marchi come Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, D, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel e Peugeot.

Ad avallare la previsione non rosea anche l’analisi effettuata dal Centro Studi Promotor che, commentando i risultati di Febbraio, evidenzia la congiuntura di vari fattori negativi: “La carenza di microchip e di altri componenti ha provocato fermate produttive. A ciò si aggiunge che le prospettive sono tutt’altro che favorevoli. La guerra tra Russia e Ucraina ha avuto sulle vendite di auto un impatto marginale sugli ultimi giorni di febbraio, ma l’effetto negativo dovrebbe essere molto più forte sulla domanda in marzo e nei prossimi mesi anche perché alle già esistenti difficoltà di fornitura di componenti per l’auto se ne potrebbero aggiungere altre per il venir meno della produzione Ucraina di componenti per l’auto (cavi e altro)”.

Circa i risultati di febbraio, “appaiono in tutta la loro gravità se si considera che nell’intero 2021, rispetto ai livelli ante pandemia (2019), si era registrato un calo del 25,5%. – continua lo studio di Csp – Dopo la pandemia non vi sono stati eventi che abbiano consentito un’inversione di tendenza. Alcuni Paesi, tra cui l’Italia, hanno adottato incentivi per sostenere la domanda, ma il risultato è stato parziale, anche perché altri fattori hanno determinato nuovi cali di immatricolazioni, in particolare una forte caduta del Pil e problemi per l’offerta di auto oltre che per la domanda”.

“È essenziale che il Governo rompa gli indugi e renda operativi gli incentivi che ha promesso e ripetutamente annunciato” ha commentato Gian Primo Quagliano.

Riflettori accesi quindi sui prossimi passi della cabina di regia in riunione oggi sulle mosse da fare per contenere la crisi energetica ed economica in atto.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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