Entrano in vigore il 15 aprile i nuovi massimali di spesa per gli interventi dii riqualificazione energetica del superbonus 110%. Di fatto, il decreto Prezzi del Ministro della Transizione Ecologica (MiTE) ha aggiornato i massimali stabiliti per l’ecobonus tradizionale dal Ministero dell’Economia nel 2020, aumentandoli almeno del 20% per tenere conto dei rincari delle materie prime e dell’inflazione.

I limiti di spesa stabiliti dal decreto prezzi saranno aggiornati annualmente e non comprendono Iva, oneri professionali e costi di posa in opera.

Superbonus, nuovi massimali dal 15 aprile 2022
I nuovi massimali di costo definiti dal decreto Prezzi si applicheranno agli interventi fissati dopo il 15 aprile 2022.

Superbonus, a cosa si applicano i nuovi massimali
I nuovi massimali (al netto dell’Iva, delle prestazioni professionali, delle opere relative all’installazione e alla manodopera) si applicano alla tipologia di interventi indicati nell’Allegato A:

riqualificazione energetica (si va da 960 a 1.200 euro al metro quadro, in base alla zona climatica dove sorge l’edificio);
strutture opache orizzontali (per l’isolamento delle coperture sono 276 euro al metro quadro per l’esterno, 120 per l’interno, 300 per la copertura ventilata; per l’isolamento dei pavimenti sono 144 euro al metro quadro per l’esterno, 180 per l’interno);
strutture opache verticali (per l’isolamento delle pareti perimetrali, in base alla zona climatica, si va dai 180 ai 195 euro al metro quadrato per l’esterno, da 96 a 104 euro per l’interno e da 240 a 260 euro per la parete ventilata);
sostituzione di chiusure trasparenti, comprensive di infissi (a seconda delle zone climatiche, si va da 660 a 780 euro al metro quadro per il serramento e da 780 a 900 euro per il serramento più chiusura oscurante);
installazione di sistemi di schermatura solari e/o ombreggiamenti mobili comprensivi di eventuali meccanismi di automatici di regolazione (276 euro al metro quadro);
impianti a collettori solari (900 euro al metro quadro per quelli scoperti, 1,200 euro per piani vetrati e 1.500 per quelli sotto vuoto e a concentrazione);
impianti di riscaldamento con caldaie ad acqua a condensazione e/o generatori di aria calda a condensazione, se l’intervento comporta il rifacimento del sistema di emissione esistente (si va da 216 fino a 240 euro per Kwt);
impianti con micro-cogeneratori (3.720 euro a kWe per motore endotermico, 30 mila euro a kWe per celle a combustibile);
impianti con pompe di calore, se l’intervento comporta il rifacimento del sistema di emissione esistente (il tetto è vario a seconda della tecnologia);
impianti con sistemi ibridi, solo se l’intervento comporta il rifacimento del sistema di emissione esistente (1.860 euro a kWt);
impianti con generatori di calore alimentati a biomasse combustibili, solo nei casi in cui l’intervento comporti il rifacimento del sistema di emissione esistente (si va da 420 a 540 euro a Kwt a seconda della dimensione);
impianti di produzione di acqua calda sanitaria con scaldacqua a pompa di calore (1.200 euro fino a 150 litri di accumulo; 1.500 euro oltre i 150 litri di accumulo); * Installazione di tecnologie di building automation (60 euro a metro quadro).
Nuovi massimali, chi può usufruirne
Ai valori massimi del decreto Prezzi del MiTE deve attenersi chi fruisce di bonus per la riqualificazione energetica attraverso una delle tre modalità possibili:

detrazione Irpef;
sconto in fattura;
cessione del credito.
In tutti i casi è tenuto a produrre l’asseverazione della congruità delle spese.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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