Era il 20 marzo 2010 ed a Modena teneva un comizio politico un comico, divenuto anche attivista politico, Beppe Grillo, fondatore solo pochi mesi prima del “MoVimento 5 Stelle”, insieme all’imprenditore Gianroberto Casaleggio; quel giorno ero a Modena per la partita e parcheggiando l’auto nei pressi dello Stadio, ed alla ricerca di un ristorante, mi capitava di ascoltare qualche minuto dello “spettacolo” di un signore dall’accento marcatamente ligure, che mandava letteralmente a “fanculo” chiunque rappresentasse in quel momento la politica così detta “ordinaria” ….

Grillo incitava il popolo a rivoltarsi contro una casta che si riempiva le tasche con il potere, in toni sempre più accesi, con parole ed insulti sempre più accentuati e frequenti, specie i secondi …. Poteva starci, ricordo i pensieri personali, di accusare la politica (tutta) della situazione sempre più precaria del Paese, meno i modi usati, le parole.
Cosa è successo in seguito, nel corso degli anni, lo sappiamo tutti; continua ascesa dei “grillini”, salita agli onori popolari di pasdaran che parevano voler squassare la vecchia politica, ridando dignità al popolo ed al Paese con idee rivoluzionarie, o forse semplicemente più vicine ai bisogni della gente comune, rispetto a quelle di politici che le mani nella marmellata le avevano ormai, impunemente, alla luce del sole.

Tutto questo, in un crescendo “rossiniano” di consensi, sino al 4 marzo 2018, quando dalle urne esce un’Italia politica nuova, gialla, che però deve cercare immediatamente un alleato, perché quel successo diventi anche governo del Paese …. Il problema è che intorno ci sono però solo i vecchi partiti, la nomenclatura sin lì accusata e trovare compagnia non è così facile.
Spunta però uno dei Matteo del grande circo, così ci vogliono settimane e mesi per stilare un contratto che sembra tanto un accordo prematrimoniale più che un patto amichevole, dove una mano lava l’altra e tutte e due si parano il sedere, sì, inteso proprio come culo, cercando in ogni caso di fregarsi a vicenda sin dal primo secondo dell’accordo.

Passa poco più di un anno, trascorso a litigare anche sulla carta igienica, e il buon Matteo fa saltare il patto, manda a quel paese il maggiordomo scelto come pseudo garanzia di potere e, forte dei numeri che i sondaggi gli regalano, tenta il grande colpo, che però non gli riesce, dato che gli ex antipolitici trovano un’altra ciambella di salvataggio in un’altra di quelle forze politiche insultate per anni e viste come il diavolo in persona …. però si sa, quando si assaggia il formaggio, le croste di pane si cerca di lasciarle agli altri.

Ed eccoci all’oggi, dopo che un altro Matteo ritorna a far saltare il banco ed i nemici con cui patteggiare diventano ancora più numerosi, assoggettandosi praticamente a chiunque, pur di non scollarsi dalle poltrone, comode e danarosamente suadenti su cui ci si è accomodati; magari non tutti d’accordo del chinare la testa, specie quelli che il formaggio lo hanno in tavola, ma devono comunque accontentarsi delle briciole.

Certo “digerire” Draghi è difficile, figurarsi se poi insieme a lui ci sono, defilati, i Matteo, Silvio, e qualche Ministro non politico su cui comunque storcere il naso; ma forse il peggio non è neppure quello, ma il chiedersi dov’è finito il rancoroso Grillo parlante, come hanno cambiato pelle i simboli di una contro politica trasformatisi in grisalici soggetti di potere, nonostante le competenze latitino più di Messina Denaro ….
Non c’è da stupirsi che qualcuno non ci stia, alzi voce e toni, minacci insurrezioni e divisioni; semmai c’è da chiedersi dove erano in questi meno di tre anni, perché la trasformazione dei “capataz”, il divenire politici vecchia maniera, circondandosi di parenti, amici ed amici degli amici, mica è arrivata con Super Mario Draghi!

Sordi e ciechi i dissidenti stellati? Verrebbe da rispondere di sì, anche perché i segnali, europei e regionali, ci sono stati, ma evidentemente anche le briciole di formaggio vanno bene, almeno sin che dura ….

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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