Un vecchio proverbio ancora recita: “Chi la fa, l’aspetti!
Ieri,7 febbraio 2024, grande spettacolo “sinistroide” sotto la sede della RAI, una vera commedia all’italiana.
Non voglio entrare e non mi compete in un giudizio di parte o meno sull’accaduto, mi limiterò solo a riproporre alcuni “discorsi” fatti dai presenti.
Elly Schlein, Segretaria del DP, in merito a tale sit-in aveva preannunciato: “Ci incontriamo per denunciare quello che sta accadendo in Italia sull’informazione e per difendere la libertà di informazione. 
A seguire ha asserito: “Voglio ringraziare le associazioni presenti, a partire da Articolo 21 e tutte le altre forze di opposizioni che hanno deciso di essere qui con noi. Dobbiamo batterci per il servizio pubblico e la libertà di stampa, basta con Tele Meloni e con un servizio pubblico svilito a cassa di risonanza di questo governo».
Maria Elena Boschi, Italia Viva, ha dichiarato: Il problema del Paese non è la Rai, il problema del Paese è il governo; un governo di pistoleri e di cognati che sta rendendo l’Italia un paese meno sicuro, un Paese più povero. Un governo che perde tutte le sfide europee, un governo che lascia una nostra connazionale, Ilaria Salis nelle carceri ungheresi in condizioni degradanti perché non ha il coraggio di chiedere a Orban il rispetto dello Stato di diritto. Allora perché siamo qui stasera, davanti alla Rai? Perché la Rai non racconta più la realtà ma sta diventando, pericolosamente, parte della macchina della propaganda di Giorgia Meloni e Giorgia Meloni sta esagerando. Potrei fare tantissimi esempi ma ne cito uno: è folle mandare in diretta allo studio del Tg1 il cognato, in collegamento con lo Spazio mentre a Orte ci sono i trattori, gli agricoltori arrabbiati contro il governo che aumenta l’Irpef agricola ma, addirittura, passare il ministro Lollobrigida che parla della pasta nello Spazio prima del Presidente Mattarella, nel Giorno della Memoria, non è servizio pubblico”.
 

Sandro Ruotolo, nella sua veste di responsabile dell’informazione dem, ha sottolineato: “Questo è il primo passo, serve ad accendere una luce. Noi consideriamo questa ‘Tele Meloni’, perché hanno occupato quello che c’era da occupare e fatto fuori le opposizioni. Il Tg1 ha perso la sua credibilità e la sua autorevolezza: noi siamo preoccupati per questo, come anche per la Meloni che attacca lo scrittore Roberto Saviano e la trasmissione Report. C’è la volontà di discutere per una riforma che renda indipendente dai partiti la Rai, Ma su questo le opposizioni devono essere unite. Mi dispiace che non ci siano qui Giuseppe Conte e i 5 Stelle che non capiscono il momento che stiamo vivendo.” 

Beppe Giulietti, referente di Articolo 21, aggiunge: “Bisogna andare ovunque ci sia il rischio di bavagli. Andremo ancora per chiedere la liberazione di Ilaria Salis dal carcere. Noi crediamo sia a rischio la Costituzione di questo Paese. Vorrei che questo fosse chiaro a tutti: mi auguro si arrivi a una iniziativa unitaria. La Meloni è la Presidente che ha scagliato più querele bavaglio contro scrittori e giornalisti. Quello che sta avvenendo in Rai è gravissimo e non ha precedenti nel Servizio Pubblico.” 

Sigfrido Ranucci, giornalista di Report afferma: “Io ho sempre fatto il mio lavoro con la mia squadra in libertà: sono venuto qui perché si manifesta per la libertà di stampa e ho sentito la necessità di partecipare. Spero che i sindacati, tutti quelli presenti in Rai, mi difendano contro gli attacchi che ho subito dal centrodestra perché il sindacato serve a questo: difendere la libertà dei giornalisti. Se non si fa non si va da nessuna parte. L’unico editore è chi paga il canone”.

Come poteva mai concludersi questo “raffinato” sit-in milanese? ovviamente con “Bella ciao” e per gli “amanti” del gender fluid: “Bella ciao, bello ciao ….”

Pier Luigi Cignoli

(dati raccolti dai social)

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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