Gli Stati Uniti mettono a segno un nuovo colpo contro l’Isis: con un drone hanno infatti ucciso Maher al-Agal, capo dell’organizzazione in Siria e uno dei principali leader del Califfato nella regione. Nel raid, avvenuto nel nord-ovest del Paese, nell’area di Jindaryis, a 56 chilometri da Aleppo, è rimasto “seriamente ferito” anche un suo vice e collaboratore.

Secondo gli Usa, Al-Agal è “responsabile di aver perseguito in modo aggressivo lo sviluppo delle reti dell’Isis al di là dei confini di Iraq e Siria”. Quando è stato colpito e ucciso era su una moto. “L’eliminazione di questo leader dell’Isis distruggerà le capacità dell’organizzazione terroristica di complottare e attuare attacchi globali”, ha detto il portavoce del CENTCOM Joe Buccino. “L’Isis continua a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti e i partner nell’area. Manteniamo una presenza sufficiente nella regione e continueremo a contrastare minacce alla sicurezza dell’area”, ha aggiunto Buccino.

L’operazione è avvenuta alla vigilia del primo viaggio in Medio Oriente del presidente americano Joe Biden, che farà tappa in Israele e in Arabia Saudita, ed è l’ultima in ordine di tempo condotta dalle forze americane nel nord-ovest della Siria contro i terroristi dell’Isis, che hanno trovato rifugio nell’area ancora controllata dalle forze ribelli dei gruppi di estremisti islamici. E proprio Biden ha commentato, confermandola, l’uccisione di Al-Agal con queste parole: “la sua morte è un messaggio potente a tutti i terroristi che minacciano la nostra patria e i nostri interessi in tutto il mondo. Gli Stati Uniti saranno implacabili nei loro sforzi per assicurarli alla giustizia”, ha aggiunto il presidente in una nota.

A cura di Stefano Severini – AP Photo/Baderkhan Ahma

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