Il licenziamento di mister Stroppa, da parte del Monza, non è il primo della stagione in Serie A, dato che prima il Bologna aveva dato il benservito a Sinisa Mihajlovic.

Strana storia quella bolognese, fuori dai canoni di un calcio che quando le cose vanno male, caccia l’allenatore.
Il Bologna in realtà ha chiuso le ultime stagioni in maniera dignitosa, nulla più, ed i gravissimi problemi di salute dell’allenatore hanno certamente influito non poco; perché la reazione immediata alla notizia della malattia è stata orgogliosa, ma a lungo andare le magagne sono venute fuori.
Già in estate si era a lungo parlato del divorzio tra Società e mister, poi tutto era rimasto come prima, comprese le diverse valutazioni sul valore di una rosa, che la Società riteneva rinforzata ed adeguata per puntare ad un nono/decimo posto, mentre lo staff tecnico manifestava idee ed ambizioni più modeste.
Il licenziamento ha sollevato numerose polemiche e prese di posizione di tutto l’ambiente calcistico, legate proprio alla salute dell’allenatore ed a quella sorta di riconoscenza mancata nei suoi confronti.
Ovviamente Mihajlovic si è sentito defraudato, cacciato senza dargli il tempo di amalgamare una squadra che, a suo parere, poteva fare bene.
La Società, da parte sua, ha ritenuto che i risultati iniziali (nessuna vittoria) giustificassero un cambio immediato, anche per evitare ulteriori problemi.
Difficile pensare che in Società non si sia tenuto conto di quanto successo negli ultimi anni, anche considerando quanto e quello che è stato il supporto verso il mister nei momenti più difficili della malattia?
Bologna quindi senza cuore e riconoscenza? La situazione è certamente particolare, ma quanto può essere illegittimo che si prendano decisioni come il licenziamento dell’allenatore?
Il tempo ci dirà cosa la squadra saprà combinare sul campo, ma qui quanto conta il cuore e quanto il bilancio, i soldi che qualcuno spende? Il discorso è sempre lo stesso: c’è chi caccia la grana e chi, invece, giudica ma con i soldi degli altri …. ai posteri decidere qual’é la posizione migliore.

Il Direttore Responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse 

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