Sayonara Tokyo, à bientot Paris. Con la Cerimonia di chiusura della Paralimpiade e lo spegnimento della fiaccola si conclude il ciclo della prima grande manifestazione mondiale dallo scoppio della pandemia, dopo il rinvio di un anno – un inedito nella storia – e un mese e mezzo di gare e record cominciato lo scorso 23 luglio con l’apertura dell’Olimpiade.

Quello all’Olympic Stadium è stato un vero e proprio passaggio di consegne tra Tokyo e la Capitale francese, che accoglierà i Giochi nel 2024: sulle note della Marsigliese, suonata in Francia e intonata in diretta dal Louvre con sullo sfondo la Nike di Samotracia e da una folla festante in piazza, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo presente alla Cerimonia in Giappone ha simbolicamente raccolto il testimone olimpico e paralimpico dalla presidente del Comitato organizzatore di Tokyo 2020, Seiko Hashimoto.

Arigato Tokyo: insieme, contro ogni pronostico, ce l’abbiamo fatta. I Giochi Paralimpici di Tokyo non sono stati solo storici, sono stati fantastici“, ha detto il presidente dell’International Paralympic Committee, Andrew Parsons nel suo discorso che ha chiuso ufficialmente la Paralimpiade. “Gli atleti hanno infranto record, scaldato cuori, aperto menti e cambiato vite.

Popolo del Giappone, siete stati voi a rendere possibile tutto questo: lo sport ha aperto le porte, ora tocca a noi abbattere le barriere. Fra tre anni– ha concluso Parsons – ci ritroveremo insieme ad atleti da tutto il mondo a Parigi, ispirando ed emozionando ancora una volta il mondo intero con le loro incredibili performance“. Alla Cerimonia di chiusura all’Olympic Stadium hanno partecipato circa 5mila persone tra atleti e staff tecnici (2mila) ospiti e stakeholder (850, tra cui 700 stranieri) e 2.250 tra giornalisti e altri media.

Portabandiera della serata dell’Italia nella grande sfilata finale è stato Matteo Parenzan, pongista e atleta più giovane dell’intera spedizione azzurra con i suoi 18 anni compiuti proprio il giorno della consegna del Tricolore alla delegazione da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Sono davvero emozionato, è stata una bellissima esperienza. Ho provato un’emozione enorme nell’entrare in questo stadio, dove purtroppo non c’erano spettatori, però portare questa bandiera e rappresentare il movimento paralimpico intero è stato bellissimo“, ha commentato Parenzan. “Non posso che ringraziare il presidente del Cip, Luca Pancalli e il Capo missione Juri Stara per avermi dato questa opportunità di fare esperienza anche su questo campo. Sono davvero felice e onorato di aver fatto il portabandiera, un ruolo che a 18 anni penso in pochi abbiano avuto il privilegio di fare“, ha concluso l’alfiere.

A cura di Roberto D’Orazi – Foto Getty Image

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