Si chiamano Leonardo, Arthur e Mia: sono un uomo adulto, un bambino di 5 anni e una neonata: una famigliola di sofisticatissimi e veritieri manichini per simulazione in campo medico e sono commercializzati in esclusiva per l’Italia e la Svizzera, dall’azienda di Pievesestina di Cesena Simulkare.
Hanno la funzione di riprodurre quanto può verificarsi in Sanità, consentendo ai professionisti che operano nel campo della Medicina di affrontare, attraverso la simulazione, situazioni di emergenza o condizioni patologiche esercitando le proprie competenze in un ambiente sicuro e privo di stress psicologico. È infatti scientificamente dimostrato che ricreare situazioni aderenti alla realtà consente di richiamare alla mente, nel momento di reale esigenza, le tecniche di intervento apprese durante la simulazione. “Simulkare – spiega Luca Bettini, presidente di Rete Piccole e medie imprese Romagna – è una start up, cui hanno dato vita due ingegneri biomedici: Matteo Lungherini e Andrea Mazzocchi.
Quando mi hanno presentato il loro progetto,  pur essendo io impegnato in altri settori imprenditoriali, sono rimasto affascinato dalle potenzialità di questi strumenti d’avanguardia, e ho fatto in modo di finanziarlo, intuendo la grande potenzialità per la salute collettiva. Da ottobre ad oggi, i feedback avuti da aziende sanitarie e Centri di formazione riguardo i simulatori presentati, sono molto positivi”. La punta di diamante tra i tre manichini è certamente Leonardo, dalle caratteristiche di un giovane uomo biondo, alto un metro e ottanta e dal peso di 80 chili. Adagiato in barella gira l’Italia, accompagnato da Lungherini e Mazzocchi per dare dimostrazione del suo impiego e per eventi formativi.
“Leonardo – chiarisce Lungherini -, è ideale per ricreare innumerevoli scenari di simulazione grazie alla sua versatilità. Riproduce tutte le funzioni fisiologiche e patologiche di un essere umano, dal respiro spontaneo alle secrezioni corporee e può essere collegato ai dispositivi medicali ed elettromedicali reali: dal respiratore all’elettrocardiografo, al defibrillatore. Alla stessa ‘famiglia’ di Leonardo, appartengono anche Arthur, simulatore pediatrico e Mia, simulatore neonatale”.
“Uno dei princìpi di Simulkare – aggiunge Mazzocchi -, è l’individuazione di partner internazionali eccellenti nel settore della ricerca e sviluppo perché più è sofisticato il simulatore più i sanitari possono approcciare, in totale sicurezza, a procedure fortemente invasive per il paziente, come l’ecografia trans-esofagea, ed esercitarsi nella diagnosi di situazioni traumatiche o patologiche in casi di emergenza-urgenza grazie all’utilizzo di tecniche “sul campo”, come la PoCUS; disponiamo di soluzioni che soddisfano le esigenze di un gran numero di discipline mediche, dalla simulazione per procedure chirurgiche, laparoscopia, angiografia, isteroscopia ed endoscopia fino ai simulatori che impiegano tecnologie come la realtà aumentata e la realtà virtuale”.

I due laureati in Ingegneria Biomedica hanno compiuto i loro studi presso il Campus universitario di Cesena e vengono da precedenti esperienze lavorative in questo settore di nicchia della simulazione medica. “La voglia di creare qualcosa di nostro – concludono -, assieme a Luca Bettini ci ha portati a questa nuova impresa; convinti che l’innovazione digitale e la tecnologia applicata alla formazione medica possano salvare vite umane, abbiamo deciso di mettere a frutto le nostre competenze e di mettere a disposizione gli strumenti di ultimissima generazione presenti nel mercato internazionale per contribuire a migliorare la formazione medica e sanitaria, offrendo assistenza e consulenza”.

A cura di Raffaella Candoli editorialista – Foto Repertorio

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