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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

La ventisettesima prometteva spettacolo e scontri piuttosto interessanti, in alto come in coda, e non ha deluso, con qualche risultato a sorpresa, molte polemiche sulle direzioni arbitrali, tante reti (35) frutto di attacchi decisi contro difese spesso che, a stadi pieni di pubblico, farebbero venire un “cagone” generale sugli spalti.

E l’inizio, con lo scontro tra Lazio e Crotone, da anche il via alla sagra dell’orrore, perché si vedono difese da oggi le comiche e reti evitabilissime se solo si facesse un minimo d’attenzione; vince la Lazio e riprende la corsa, ma il Crotone le mette paura e potrebbe persino uscire indenne dall’Olimpico, se non ci pensasse il “solito” Caicedo, che quando si avvicina la fine trova ancora una volta modo di metterci lo zampone per il 3-2 finale.

In serata è invece Atalanta, contro uno Spezia sempre volonteroso e che gioca mica male, però la difesa spezzina è qualcosa di inguardabile e basta fare riferimento alla rete di Muriel, circondato da numerosi avversari, che però paiono belle statuine, tanto da lasciare al centravanti della Dea tutto il tempo di ricevere, controllare e piazzare la palla in rete!

Lo spettacolo prosegue nel pomeriggio del sabato con Sassuolo-Verona, anche qui condita di reti ma …. grazie a difese colabrodo. Ed il punteggio potrebbe anche essere un bel 6-5 o 5-4, ma anche gli attaccanti hanno piedi poco “educati” e ci sono sempre da considerare i portieri; insomma tante reti, qualcuna di pregevole fattura, ma anche tanti, troppi errori, da entrambe le parti.

Chi non sbaglia più di tanto è invece la Fiorentina, dove il giovane Vlahovic segna la sua prima tripletta da professionista e le “streghe” beneventane vedono davvero le streghe, anche perché pure a Benevento sembra ancora Carnevale e gli errori fanno la parte del leone di una partita che da respiro alla formazione di Prandelli (ed anche al mister bresciano) e mette in ambasce quella di Pippo Inzaghi, in crisi di risultati e, da quello che si è visto, anche di gioco.

In serata, si dividono invece la posta Genoa ed Udinese, con un 1-1 che finisce per accontentare entrambe le formazioni, con i rossoblu che vanno in vantaggio, ma successivamente lasciano campo ai friulani che hanno le migliori occasioni sino al pareggio; nel finale è di nuovo Genoa, ma le difese ed i portieri, questa volta fanno buona guardia e nulla cambia sino al triplice fischio arbitrale.

Nell’anticipo domenicale, è invece il Bologna a battere la Samp, in uno scontro tra formazioni che hanno nella discontinuità di rendimento il loro tratto più caratteristico; anche a Bologna si vedono strafalcioni difensivi inguardabili per calciatori di Serie A e magari pure Nazionali, ma tant’è questo è il livello del nostro calcio e sarà mica un caso che da un decennio non vinciamo nulla fuori dall’orticello nostrano.

Nel pomeriggio la Roma fa visita al parma e resuscita alla vittoria gli emiliani a digiuno da qualche mese; anche la rete d’apertura del Parma è un inno alla qualità scadente delle difese, tanto da lasciare Mihaila solo soletto in mezzo a tre/quattro avversari che lo guardano e ci manca solo che lo applaudano per la rete.

Nella ripresa gli uomini di Fonseca cercano il pareggio ed invece arriva un rigore che …. visto e rivisto anche al rallentatore lascia molti dubbi circa il fallo; l’arbitro però indica il dischetto ed per il Parma è vittoria, mentre la Roma cade malamente ed interrompe la sua corsa alla Champions futura.

Chi non si ferma è invece l’Inter, che continua il filotto di vittorie consecutive, portandole ad otto; vero che il Torino non è l’avversaria più impegnativa del campionato, però i granata questa volta sono meglio organizzati del solito e per i nerazzurri qualche difficoltà inaspettata c’è; poi l’avere un duo d’attacco come quello tra Lukaku e Lautaro è praticamente garanzia di andare in rete senza soste ed il Torino deve arrendersi quando mancano alla fine solo cinque minuti.
Poi ci pensa la Juve, anzi CR7, a rinascere dopo l’ubriacatura da …. Porto; in effetti la vittoria è tutta o quasi dell’asso lusitano, cui da le imbeccate migliori un Chiesa finalmente efficace e bravo nel fornire assist al bacio per i compagni.

Il Direttore responsabile Maurizio Responsabile – Foto Lapresse

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