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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

…Che però non basta al Milan per andare in fuga!

Quinta giornata di campionato ed anche in questo turno non mancano le sorprese, positive e negative, che poi non capisci se dipendono dalle forze in campo, dal Covid, o magari da tutte e due messe insieme, perché se il Milan ha un Ibra stratosferico, arrivato alla rete numero sei in tre partite, è altrettanto vero che con Donnarumma ed Hauge in campo il risultato della sfida contro la Roma avrebbe potuto essere diverso; vero che non c’è la controprova, ma da Gigione a Tatarusanu qualche differenza c’è sicuramente e nella serata di San Siro si sono viste tutte!

Ma partiamo dall’inizio, ovvero dall’anticipo tra Sassuolo e Torino, dove i neroverdi frenano ma non deragliano, anche se finiscono sotto di due reti a dieci minuti dalla fine; De Zerbi dice che hanno avuto quasi sempre il pallino del gioco in mano, cosa vera secondo i numeri del possesso palla, ma si dimentica che il Toro si è divorato almeno tre palle gol nitide, Chiriches ha segnato una rete che non gli riuscirà nei prossimi mille anni ed i ragazzi del “professore” hanno fatto nuovamente di tutto per non vincere.
L’Atalanta invece deraglia, contro una Samp che non ti aspetti, o forse è sottovalutata ed è così arrivata alla terza vittoria consecutiva; magari i bergamaschi saranno ancora stanchi per le Nazionali di due settimane prima, ma la Samp ha meritato ampiamente ed è stata brava a non farsi raggiungere, a differenza del Toro, anzi ad aumentare il vantaggio. Probabile che mi sbagli (non è una novità), ma la differenza tra il Toro ed i doriani è che su una panchina siede un “professore” e sull’altra un allenatore con i fiocchi (anche se dieci anni or sono qualcuno lo considerava “bollito”)!

L’Inter fa il compitino a Marassi contro il Genoa e porta a casa i tre punti con il minimo sindacale, ma come pensare che non pesino i residui di virus sui rossoblù oltre ad una differenza di organico e potenziale che i ragazzi di Conte non hanno neppure dovuto mettere sul piatto?
Fatica la Lazio contro il Bologna, pur se alla fine la sfanga e fa tre passi in avanti in classifica; quanta sofferenza però per i ragazzi di Inzaghi contro una formazione che su cinque incontri ne ha persi quattro! Evidentemente il giocattolo è ancora quello della primavera scorsa, del post Convid e rimetterlo insieme non è cosa da poco, specie se si hanno ambizioni sia in campionato che in Europa.

Fa la sua parte il Cagliari, anche se il Crotone lotta rendendogli la vita dura ed il punteggio è forse troppo largo rispetto a cosa si è visto in campo; Crotone con maggior possesso palla ed identico numero di palle gol create, la differenza sta nella precisione dei tiratori e nella bravura dei portieri, anche se entrambi hanno fatto totalmente la loro parte.

Vince il Napoli a Benevento, con i fratelli Insigne che si danno botta e risposta in fatto di reti, poi però il Napoli tira fuori dal cilindro Petagna ed i giochi sono chiusi, senza faticare troppo e senza grande qualità, ma tanto è bastato per tornarsene a casa con tre punti che hanno lanciato gli azzurri al secondo posto.
Si dividono la posta Parma e Spezia, con i padroni di casa che pareggiano solo alla fine, su rigore, ed i tifosi di casa che contestano apertamente mister Liverani, reo di non essere ancora riuscito a dare ai suoi un gioco efficace; probabilmente a Parma, tra cambi tecnici e societari non si è ancora raggiunto il necessario equilibrio e ci si aspettava di più non solo contro la matricola Spezia, che invece si è subito calata nella parte ed i cui cinque punti sono più di quanto ci si attendesse.

Vince, con brividi, la Fiorentina contro l’Udinese, mettendo ancora in mostra un gioco così così e dove c’è una grande differenza di rendimento tra i giocatori; fortuna per Iachini l’avere un Castrovilli fenomenale, che con quattro reti in cinque partite ha tolto, da solo, parecchie castagne dal fuoco ai suoi, mentre l’Udinese, al di là dell’Okaka di giornata, non ha ancora trovato la continuità di gioco e, soprattutto, di risultati sperati.
La grandissima sorpresa di giornata è poi il pareggio del Verona contro la Juventus, ammesso che la “Signora” di questi tempi sia da considerare bella ed efficace, non più “sarriana”, cosa che in campo non si vede; a Torino tra “maestri” e “professori” dovrebbero essere da Università ed invece paiono alla scuola materna e chissà quanto servirà per crescere.

Vero che le assenze bianconere pesano, ma bastava attenersi ai protocolli e certe cose non sarebbero probabilmente successe; però quello che non si vede è in realtà la chiarezza di idee che ci si aspetta da un maestro, salvo fare più di un passo indietro ed accorgersi che un conto è essere un fuoriclasse in campo, un altro è guidare una squadra dalla panchina, dove se sbagli, e succede a chiunque, magari fai una ciambella senza buco.

Il tempo non manca per risalire la china (c’è sempre il discorso “Napoli” ancora in ballo e potrebbero essere tre punti da …. riguadagnare), ma il momento è delicato e pare esserlo più per le idee (e come trasformarle in fatti) che per la condizione o gli assenti; contro i ragazzi di Juric la Juve poteva comunque vincere, ma vogliamo leggere le formazioni e le sostituzioni e facciamo qualche confronto?

A chiudere il turno ci hanno pensato Milan e Roma, con un 3-3 che ha esaltato ma pure messo a nudo pregi e difetti di entrambe; Ibra certo, ma anche le assenze pesanti in casa milanista, sempre avanti e sempre raggiunti da una Roma caparbia e brava a sfruttare i problemi altrui, ma che di suo di problemi ne ha eccome, forse troppi per poter davvero ambire ad un posto Champions a fine stagione.

Tante reti, quarantuno, in questo quinto turno, alcune belle, altre … diciamo “da pirla” .. forse troppe per poter affermare che il calcio italiano è in progresso, e basta vedere poi i nostri fenomenali cannonieri quando si vestono d’azzurro e sparano … a salve!

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

Nella foto in alto CLAUDIO LOTITO PRESIDENTE LAZIO CALCIO

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