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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

Dopo gli impegni delle Nazionali, con strasciCovid per molti dei pedatori andati all’estero, ed in attesa del ritorno delle Coppe, il Campionato vive una giornata per nulla interlocutoria, che ha il Milan ancora una volta nelle vesti della protagonista principale, supportata da un Ibrahimovic che non smette di dare spettacolo.

Ma andiamo in ordine, iniziando da Crotone-Lazio, disputatasi nelle risaie vercellesi … perché questo sembrava il terreno dello Scida sabato pomeriggio, causa la pioggia abbattutasi su tutta la Calabria e che in altri tempi sarebbe valsa un rinvio certo; però in questa stagione si “deve” giocare in ogni caso e la formazione di Inzaghi torna alla vittoria grazie al rientro di Immobile e ad un divario di valori che la pioggia non è bastata a lenire.

Non ce la fa invece l’Atalanta a superare lo Spezia, che qualche problema ai ragazzi di Gasperini lo ha creato, anche se lo 0-0 finale sta strettissimo agli orobici, ma nel calcio bisogna fare gol e la cosa nel gelido Manuzzi di Cesena non è riuscita al Papu Gomez e compagni.
Chi invece non fa sconti è CR7, che con una doppietta stende il Cagliari arrivato a Torino alquanto rimaneggiato (difficile concedere alla Juve il perno della difesa e quello del centrocampo), anche perché la rosa rossoblu non è certo paragonabile a quella bianconera; tre punti e Pirlo torna ad avere la o finale e ripartono gli osanna, ma dipende anche sempre da chi si ha di fronte, pur se quando si parla di Juve, molti se lo dimenticano e la CR7-dipendenza continua ad essere il vantaggio ma anche un punto debole dei bianconeri.

La domenica inizia con il colpo del Benevento in quel di Firenze, dove il neoarrivato Prandelli riesce a fare peggio del “cacciato” Iachini; come dite? Il buon Cesare non ha ancora avuto tempo di mettere mano alla squadra? Ma in questo inizio di stagione quale allenatore lo ha avuto, tra Covid e amenità varie, ma che possa dipendere dal fatto che la Fiorentina è un tantino sopravvalutata?
Chi invece continua a macinare risultati è il Sassuolo che va a vincere su un campo tutt’altro che facile come quello del Verona; al Bentegodi ci pensano Boga e Berardi a stendere i ragazzi di Juric, ma ormai parlando dei neroverdi, dov’è la novità di cui stupirsi?

Al Meazza missione compiuta per l’Inter contro un Toro “covizzato” (anche se fare a meno del professor Giampaolo è davvero una penalizzazione?), che però per un’ora buona strapazza la banda-Conte ed alla fine cede per due buone ragioni: la prima è che sbaglia almeno tre occasioni dove era più facile fare gol anziché no (e l’Inter non aveva ancora segnato), la seconda è che quando te ne mancano almeno sei, tra cui i più in forma, e c’è da mettere mano alle sostituzioni, le magagne (e le differenze) vengono al pettine, ma semmai questo è un problema anche di Conte che, al di là delle chiacchiere del medesimo, inizia a dare adito a più di un dubbio circa il suo modo di gestire la rosa a sua disposizione.

Chi intoppi al momento non ne ha è invece la Roma, che ne rifila tre al Parma e prosegue una corsa che la vede terza in classifica, sempre più convinta delle proprie possibilità e di una ritrovata serenità ed amalgama, anche societaria; è presto per dire dove potranno arrivare i giallorossi, ma l’impressione è che bisognerà fare i conti anche con loro, magari non per il titolo ma per un posto Champions quasi sicuramente.
Cade invece, a sorpresa, la Sampdoria in casa contro il Bologna; dopo il vantaggio iniziale, arrivato forse troppo presto, i ragazzi di Ranieri si addormentano e per i rossoblu è buon gioco uscire da Marassi con i tre punti in tasca, a dare respiro ad una classifica sin qui deficitaria.
A fine pomeriggio l’Udinese batte il Genoa ed anche per le zebrette friulane arriva un po’ di respiro, anche se sono solo quattro le formazioni che i ragazzi di Gotti non escono certo dal pantano, dove sono ben immersi invece quelli di Maran, alla terza sconfitta consecutiva, considerando anche il recupero contro il Torino.

A chiudere degnamente l’ottava ci pensano Ibrahimovic ed il suo Milan, che stendono (con merito) il Napoli al San Paolo; troppi i calciatori di Gattuso sottotono e figurarsi se in queste condizioni il “vecchio marpione” svedese non ci mette il proprio zampino (per la verità Ibra ci mette anche il gomito, ma qui la “gravità” dipende al solito dall’interpretazione più o meno di parte della cosa), facendo proseguire al meglio la corsa del Diavolo.

Unico problema per Pioli è l’infortunio del suo campione, il cui apporto non è solo quello dato dall’essere il capocannoniere del campionato, ma dal “peso” che ha nei confronti dei compagni e proprio sotto questo aspetto l’assenza dello svedese potrebbe pesare, anche se i prossimi tre/quattro impegni del Milan (quelli che “dovrebbero” bastare per il rientro) non paiono essere proibitivi.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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