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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

Il turno di metà settimana, il trentaduesimo di stagione, non determina ancora esiti definitivi davanti come dietro, anche se la Roma pare ormai fuori dalla corsa Champions, mentre solo la matematica deve sancire la retrocessione del Crotone e pure quella del Parma; difficile infatti pensare che i ducali possano superare due formazioni, considerando anche che le quart’ultime sono a +11 dalla formazione di D’Aversa.

Visto che del resto abbiamo parlato e parleremo tanto, qui ci occupiamo solo di calcio giocato, partendo dalla capolista Inter, che pareggia a La Spezia, sprecando troppo e regalando un giocatore, il portiere, agli avversari; due pareggi nelle ultime due giornate (in trasferta) “firmati” Handanovic, dato che dopo la papera (con aiuto) di Napoli, arriva anche quella di La Spezia, è vero con l’aiuto di compagni che davanti sbagliano tutto il possibile, però in queste due occasioni il portierone nerazzurro è stato determinante, però …. al contrario.

Questo non cambia comunque la sostanza, anche perché il Milan non approfitta del mezzo (trequarti) passo falso interista, dato che dopo un’ora di buon gioco, i ragazzi di Pioli lasciano via libera ad un Sassuolo vispo e vivace, che trova nel giovanissimo e promettente Raspadori il terminale per sbancare San Siro; il Milan è in difficoltà e non riesce più a dare continuità a prestazioni e risultati, tanto che i soli tre punti di vantaggio sul Napoli, quinto, qualche tremore lo suscitano sicuramente.

Anche l’Atalanta non riesce ad approfittare dello stop milanista, pareggiando nella Roma giallorossa una partita che era e si poteva vincere; è stata una partita aperta, con occasioni da entrambe le parti, però contro la Roma di questi tempi, l’Atalanta ha perso una buona occasione per issarsi al secondo posto in solitaria, mentre i giallorossi hanno ormai la testa solo alla Uefa, avendo perso troppe occasioni per la prossima Champions.
Occasioni di cui invece ha approfittato una Juventus non brillante ma vincente; si dirà che il Parma è poca cosa, ma intanto i ducali sono andati per primi in vantaggio e la formazione di Pirlo ha faticato più del previsto per rimontare e vincere; solite cose delle ultime giornate in fin dei conti, con i bianconeri non al meglio ed un Ronaldo sempre più nervoso ed insofferente, tanto da prendersi un’ammonizione piuttosto stupida ed uscire dal campo con il solito fare accigliato, per non dire inca…volato di questo finale di Campionato.

L’impressione, per quanto si vede in campo, è che CR7 ed il resto dei compagni siano sempre meno in sintonia, con Pirlo troppo inesperto nel nuovo ruolo per riuscire a raddrizzare in qualche modo la situazione; la qualificazione Champions non dovrebbe essere in pericolo, ma già a Firenze, contro una pericolante, sarà necessario vedere un’altra Juve.

Il Napoli invece viaggia con il vento in poppa e fa fuori una Lazio che però recrimina per gli episodi che hanno contraddistinto e probabilmente indirizzato l’inizio della gara, con un presunto rigore negato ai biancocelesti ed uno assegnato agli azzurri in modo alquanto “facile”; vero che nel resto dell’incontro il Napoli è parso nettamente superiore, ma credo che la Lazio abbia diverse ragioni di lamentarsi.

Gattuso, inviso al padrone e ad una parte della tifoseria, sta conducendo il Napoli in modo esemplare, anche considerato i tanti infortuni che hanno indubbiamente inciso sul rendimento della squadra; ho già detto, ma lo ripeto, che mandarlo via sarà una vera e propria stupidaggine e, di conseguenza, non così difficile rimpiangerlo in futuro.

La Lazio invece ha probabilmente detto addio, pur con una partita in meno, che chissà se si giocherà, alla corsa Champions; i ragazzi di Inzaghi hanno lasciato troppi punti alle dirette avversarie e quelli conquistati contro le “piccole” non sempre bastano per raggiungere i traguardi sperati.

Scorrendo la classifica e detto del bel Sassuolo di San Siro, troviamo la Sampdoria che, zitta zitta e vincente a Crotone, supera il Verona sconfitto in casa dalla Fiorentina; Ranieri è un altro allenatore poco considerato, anzi già anni fa lo davano per “bollito”, capace invece di far rendere più del valore reale le proprie formazioni e la Samp ne è solo l’ultimo di tanti esempi.

Il Verona, perdente in casa, è comunque da elogiare per il campionato disputato; non sempre si può e si riesce ad andare a cento all’ora ed è comprensibile un calo quando la meta è raggiunta, anche con larghissimo anticipo e le ultime sconfitte non cambiano il bel percorso degli scaligeri.
Più indietro, il Bologna pareggia contro il Torino una partita in cui i granata regalano il punto ai felsinei, che vanno in rete al primo tiro, con la fattiva complicità del portiere avversario e poi ringraziano i piedi storti dei torinisti, che potrebbero dare una svolta alla loro classifica ed invece restano con il fiato sospeso; certo con Nicola al timone è un altro Toro, ma sempre poco cinico nell’approfittare delle occasioni, quando è il momento di portare la partita a proprio vantaggio.

Cosa che invece è riuscito a fare il Cagliari delle ultime giornate, vincendo ad Udine ed alimentando così il sogno salvezza; i friulani sono stati a lungo in balia dei rossoblu e non è bastata la sveglia del finale a recuperare il risultato, però anche le zebrette sono ormai salve e ci sta il calo di tensione delle ultime partite.

In fondo alla classifica, date ormai per scontate le retrocessioni di Crotone e Parma, sono in sei a giocarsi la salvezza; Fiorentina, Genoa, Spezia, Benevento, Torino e Cagliari, sono racchiuse nello spazio di soli cinque punti, con ancora diversi scontri diretti da disputare, oltre a dover incontrare quasi tutte formazioni ancora in lotta per andare in Champions, cosa che potrebbe essere determinante per la classifica finale.

D’altra parte nessuno sta mollando nulla ed il frizzante pareggio tra Genoa e Benevento ne è la conferma, con i rossoblu che parevano ormai fuori dai “giochi pericolosi” ed invece devono restare con il fiato sospeso, a cominciare dal prossimo derby ligure contro lo Spezia.

Insomma non sarà la SuperLega, ma nel suo piccolo, il campionato qualcosa da dire ce l’ha ancora e non solo sotto le bandiere di Inter, Milan e Juventus (in ordine di classifica attuale, naturalmente).

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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