DIEGO DELLA VALLE

Il Campionato fa trenta, giornate, dopo i recuperi di Juve-Napoli ed Inter-Sassuolo, con Inter e Milan che incontrano due delle ultime tre e la Juve che se la vede in casa contro il Genoa, mentre il “branco di lupi” che le insegue per la Champions, cerca di tenere il passo e magari approfittare di qualche scivolone; dietro invece si sgomita per evitare di retrocedere e la lotta è alquanto serrata anche se le distanze potrebbero dilatarsi.

La giornata inizia proprio con uno scontro salvezza, lo Spezia che cerca i punti della sicurezza ed il Crotone che tenta sino alla fine di scamparla; i calabresi vanno due volte in vantaggio e pare proprio che possano portarsi a casa tre bei punti, sino a pochi minuti dalla fine, quando i soliti errori li condannano ad una sconfitta che potrebbe voler dire Serie B, mentre lo Spezia si avvia verso una salvezza che sa di miracolo.

Il Milan è la prima a scendere in campo tra le prime, in quel di Parma, e lo fa da Milan, con un 3-1 perentorio, anche se ad un certo punto la formazione di D’Aversa pensa di poter pareggiare, poi, quando le lancette sono agli ultimi giri ci pensa Leao a chiudere la contesa; nel mezzo (al sessantesimo) Ibra si fa cacciare dall’arbitro, causa una frase forse mal interpretata dal direttore di gara, anche se lo svedese se ne va, un po’ perplesso, ma senza protestare o chiedere spiegazioni, cosa che lascia ad ognuno libera interpretazione dei fatti.

Per ultimi, nella serata del sabato, vanno in campo Udinese e Torino, con i friulani che vogliono invertire la rotta dopo due sconfitte consecutive ed i granata che invece sperano di ripetere, magari in meglio, il buon derby disputato; alla fine è il Toro a portarsi a casa tre punti d’oro, che capitan Belotti firma trasformando il rigore assegnatogli dopo un inutile quanto plateale fallo ai suoi danni, regalando ai suoi una salutare boccata di ossigeno.

L’aperitivo della domenica viene “servito” a San Siro, con l’Inter che sbatte per quasi ottanta minuti contro il muro del Cagliari, anzi del suo portiere, il giovane Vicario, sostituto di Cragno, rientrato positivo al Covid dagli impegni con la Nazionale; quando la partita va verso il novantesimo e la barriera cagliaritana sembra solida ed insuperabile, ci pensa Matteo Darmian, uno degli “operai” in nerazzurro a mettere dentro il pallone della vittoria.
Conte può quindi farsi quaranta metri di corsa per esultare insieme ai suoi, mentre Semplici nel dopo partita tira fuori le solite frasi “la salvezza dipende da noi, abbiamo giocato bene …. ” anche se i numeri dicono altro e serve a poco avere il 51% di possesso palla, dato che quanto ad occasioni da gol, i suoi non ne hanno prodotta neppure una.

Eccoci poi al pomeriggio ed a Juve-Genoa, con i bianconeri che partono forte ed il Genoa pare sotto anestesia, 2-0 in un batter d’occhio, anche se poi gli juventini paiono prendere loro un sonnifero, correndo rischi che valgono prima il 2-1 e poi diverse possibilità rossoblu per andare al pareggio; il tutto sino al settantesimo, quando l’americanino Mckennie approfitta di una nuova dormita genoana e chiude i conti.

Al resto ci pensa CR7, abulico ed apatico, che lancia la maglia non proprio gentilmente e relativamente al quale ho già espresso il mio parere; ma tanto al portoghese viene concesso tutto e quindi va bene così, con le cose di Madama che tornano ad essere gestite a umma umma, come è sempre stato. Applausi.
Detto delle prime tre, ecco la Lazio che vince a Verona durante il recupero e si mantiene in corsa per un posto Champions, facendo al contempo un regalo a mister Inzaghi, a casa causa Covid, ed alla moglie, ricoverata allo Spallanzani ma, per fortuna, in miglioramento.

Anche l’altra romana, in casa contro il Bologna, si mette in tasca tre punti, risicatissimi dato che i felsinei potrebbero sbancare l’Olimpico con un primo tempo in cui hanno quattro nitide occasioni da gol, gol che invece fa la Roma prima del quarantacinquesimo, alla prima occasione in cui passa la metà campo avversaria; i giallorossi avevano ancora evidentemente la testa all’Ajax, con cui se la vedranno a metà settimana per il ritorno UEFA.

Pure il Napoli, impegnato contro la Sampdoria, tiene il passo delle avversarie, mettendo a segno un 2-0 meritato quanto rotondo; a Napoli si contesta Gattuso, ma con quali motivazioni? Non ha vinto nulla? Ma invece il grande Sarri cosa ha vinto? A fine campionato Ringhio cambierà aria, ma chissà se sarà una fortuna per ADL o per chi gli proporrà la propria panchina? Le scommesse sono ovviamente aperte e se fossi Cairo salvato dalla retrocessione ….

L’ultima delle aspiranti la prossima Champions, l’Atalanta, è di scena a Firenze, nell’ultimo incontro della domenica; i bergamaschi fanno la partita per cinquantasei minuti senza concedere nulla ai ragazzi di Iachini, poi lasciano a Vlahovic due palle d’oro ed il 2-2 è bello che servito. La Fiorentina è però scriteriata ed un rigore rimette le cose a posto, con Ilicic che segna la rete dell’ex, regalando il prosieguo della corsa ai suoi e mettendo ulteriori brividi sulle spalle di una Firenze che credeva di aver trovato l’America con l’arrivo di Commisso, ma continua a rischiare allo stesso modo dei tanto vituperati Della Valle.

Il turno finisce con il Benevento che ospita il Sassuolo e gli regala l’autorete della vittoria, anche se i giallorossi meriterebbero il pari, contro un Sassuolo che torna ottavo ma con pochi meriti, almeno in questa occasione; sarà pure che De Zerbi è il più bravo delle ultime nidiate, ma nessuno mi convince che per essere bravi o considerati tali, in Italia, serva più qualche amicizia importante che il talento vero.

Stavolta per chiudere ecco una “cassanata”, con il bipede di Bari che critica Conte e dice che se fosse un suo giocatore chiederebbe la cessione …. magari perché se fosse un giocatore ai suoi ordini, il leccese gli avrebbe dato così tanti calci da fargli il culo rosso …. con buona pace de “Il Giornale”, che scrive di “schiaffo a Conte”, manco Cassano fosse uno attendibile ….

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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