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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

Il problema del calcio? Non tollerare ingerenze senza essere capace di governarsi da sé!!!
La ventiseiesima è giornata di scontri “importanti”, sia nell’alta che nella bassa classifica; non sarà ancora tempo di verdetti definitivi per tutti, ma le partite sono sempre meno ed una sconfitta può essere deleteria più sul piano psicologico che su quello dei numeri.

A partire dallo scontro tra Spezia e Benevento, che apre il turno e potrebbe rigettare nella mischia salvezza l’eventuale perdente; lo Spezia fa gioco, ma nelle ultime giornate ha preso brutte scoppole, mentre Benevento non è più l’isola felice di un paio di mesi fa e qualche esclusione per motivi disciplinari ne certifica il momento non semplicissimo.

Inzaghi infatti ne esclude due per motivi disciplinari, mentre per Italiano decide anche …. il Covid; sul campo lo Spezia cerca in tutti i modi la vittoria, ma alla fine è un 1-1, con i giallorossi che subiscono parecchio eppure rischiano persino di tornare a casa con i tre punti. Quanto servirà la divisione della posta?

Dipende anche da quelle dietro, che se vincono ….
Ed intanto vince una davanti, cioè l’Udinese, che dispone come vuole di un Sassuolo che , magari, sarebbe ora di spendere un tantino meno di iperboli, un po’ per tutti, visto che se oggi fosse finita 4-0 o 5-1 nessuno avrebbe avuto di che ridire.
I friulani fanno diventare matti i neroverdi e buon per gli emiliani che hanno un Consigli in grande spolvero, aiutato anche dai pali; certo essere lì in mezzo, senza obiettivi e nulla da temere da quelle dietro, può togliere qualche stimolo, ma se sono tutti bravissimi, compreso l’allenatore, davvero mollano così di brutto e non hanno più nulla da dire?

In serata ecco Juventus-Lazio, con i bianconeri che vogliono tenere sulle spine l’Inter, e non solo, mentre i biancazzurri vogliono risalire la china dopo il Bayern ed il Bologna, ma non solo ….

Per mezz’ora o giù di lì, in campo sembra esserci solo la Lazio, che va in vantaggio ma poi …. si ammoscia, ed alla Juve non serve neppure trasformarsi in chissà che, tanto bastano gli errori laziali per il 3-1 finale; con Inzaghi che al solito, quando perde di brutto si lamenta, mentre Pirlo può gioire solo per il risultato, perché se bisogna dare un voto al gioco della “sua” Juve, di certo non prende la sufficienza.

A tenere botta è l’altra romana che, in casa, supera il Genoa non senza qualche difficoltà; i numeri sono per i giallorossi che si riprendono il quarto posto, approfittando anche dei risultati altrui e confermando che in un modo o nell’altro, quando incontrano una così detta “piccola”, il risultato sono capaci di portarlo a casa.
Difficile invece pensare che il Genoa, seppur sconfitto, possa essere coinvolto nella lotta per non retrocedere, perché anche a Roma ha lottato e creato occasioni e pare migliore delle avversarie che ha dietro.
Chi continua a lottare è invece il Crotone, che travolge il Torino reduce da Covid, anche grazie al fondamentale aiuto di arbitro e VAR; sarò tifoso, ma certi episodi andrebbero almeno rivisti con attenzione, mentre con il Toro si da spesso tutto per scontato.

Qualcuno vuole il Toro in B? Non ci sarebbe da stupirsi, ameno considerando come viene gestito il calcio e che chi può fa pagare le faide di Lega a chi ha meno potere; Dico questo perché oltre al fatto di aver giocato male, i granata hanno dovuto giocare un po’ contro tutti, pali e traverse comprese e poi ….

A vedere la partita ci sono molti dubbi sia sul rigore concesso ai calabresi, che su un paio di episodi in area rossoblu, eppure se riguardate gli highlights riproposti sul sito della Lega di Serie A vedrete un solo replay sul mani di Ansaldi, per giunta con il solo finale dell’azione, quando dei gol ci sono invece almeno tre/quattro riprese da ogni angolo; inoltre nulla è stato riproposto relativamente alle azioni pro-granata incriminate, che sia un segno? Certo non del destino!

Sempre nei bassifondi della classifica, grande importanza poteva avere Fiorentina-Parma, con i viola che potevano affossare forse definitivamente gli emiliani; ne è venuta fuori una partita dai mille risvolti e dalle mille sorprese, con i parmigiani capaci di rimontare due volte e di portarsi a loro volta in vantaggio quando da giocare c’era solo il recupero; però …. però poi è arrivata un’autorete che ha sancito un 3-3 scoppiettante, ma più per gli errori che per le prodezze.

Inoltre per la terza partita consecutiva, il Parma ha gettato al vento la vittoria e senza i tre punti di strada se ne fa davvero poca; per la Fiorentina un “colpo” di fortuna che la lascia lì in bilico, anche se dovessimo giudicare da quanto visto, la fortuna è che ce ne siano tre peggiori e non è detto.

Ci si attendevano grandi cose da Hellas Verona-Milan, con la curiosità di vedere come i rossoneri avessero assorbito il mezzo passo falso contro l’Udinese, specie affrontando fuori casa una delle compagini più in forma del momento; alla fine, il 2-0 milanista ha dato una bella risposta agli scettici ed a coloro che vedevano finito il grande cammino di Donnarumma e compagni.
Il Milan ha vinto con merito, soffrendo quando ce ne era bisogno e dimostrando di esserci ancora, Ibra o non Ibra; avere un calo durante la stagione è fisiologico e, da quanto visto, il Milan non è ancora alla frutta.

Ci si attendeva di più dal Verona, è vero, ma spesso ci dimentichiamo che c’è un avversario ed il Milan di oggi non era quello giusto per portarsi a casa i tre punti.

Tre punti che questa volta non conquista il Cagliari, che pure fa più della Samp, ma pareggia solo quando da giocare ci sono veramente ancora gli spiccioli; un altro punto conquistato dall’avvento in panchina di mister Semplici e adesso il vantaggio sul Torino è salito a due lunghezze, ma senza accorciare da chi sta davanti.

Tra mille problemi irrisolti e contestazioni, riprende il cammino il Napoli, distante dalla zona Champions, ma se vincesse il recupero contro la Juve? Mai dire mai e non solo nel pallone, anche se a volte la fortuna è incontrare l’avversario giusto per portare a casa una vittoria senza correre particolari rischi.

Certo qualcosa il Napoli ha concesso, ma meno del Bologna, e quindi anche grazie ad un redivivo Insigne, è stato gioco facile ripartire e coltivare ancora la speranza di agganciare almeno il quarto posto finale; indubbiamente ci vorrà quella continuità mancata sino ad ora, ma chissà ….

Il tocco finale della giornata lo ha dato la partita più attesa, perché Inter-Atalanta poteva essere crocevia di tante cose, anche senza dover per forza scrivere sentenze definitive; alla fine ha vinto l’Inter, soffrendo davvero parecchio, anche perché davanti si è presentata una Dea in gran spolvero e c’è voluto davvero parecchio impegno per venirne fuori.

Le distanze rimangono così immutate nella lotta Scudetto e tre punti contro la Dea sono davvero un risultato pesante, anche a livello psicologico, perché hanno dimostrato che i nerazzurri ci sono ed hanno la voglia di portare a termine il loro percorso, soffrendo, stringendo i denti, ma finalmente da squadra e non da undici calciatori mandati insieme in campo.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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