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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

Finalmente è di nuovo Campionato, dopo una Coppa Italia dove Ibra-Lukaku sembrano Giuseppi-Matteo e Agnelli-Conte le ex mogli di Zenga, in stadi vuoti (ed amplificati) dove si sente tutto persino in tv e con gli arbitri che il prossimo raduno lo faranno all’Amplifon, dato che oltre a non vedere nulla, si è scoperto pure che non sentono … mentre nella riunione di Lega, Preziosi-Campoccia riscrivono il copione di “Porgi l’altra guancia” … manco fossero Terence Hill e Bud Spencer … insomma risse da saloon di “imbecilli pallonari totali”.

L’inizio di giornata però non è dei migliori, dato che Bologna e Benevento, nonostante le iniziali promettano bene, sembrano si Brigitte Bardot, però non certo quella degli anni dello splendore, pur considerando il freddo e la neve che fanno loro compagnia in un venerdì sera da orsi polari; insomma, al Dall’Ara pare di essere in qualche salotto televisivo soporifero e sonnecchioso, e non fosse per le reti di Sansone e Viola che paiono i guaiti stridenti di un Mario Giordano qualunque, non ci sarebbe neppure bisogno della piattaforma russò per addormentarsi.

Sono poi Torino e Genoa a sfidarsi, nel Davide contro Davide e siccome non c’è Golia, chi può vincere? Nessuno! Risposta esatta!!! Anche perché per vincere bisognerebbe tirare in porta e centrarla, ovvero mandare il pallone in quei 7,32 metri di larghezza, per 2,24 metri di altezza, cosa che non riesce praticamente mai in novanta minuti e spiccioli agli “spuntero” di giornata.

Dunque Nicola pareggia ancora e Ballardini continua a non perdere; probabilmente sta qui in nocciolo di questo 0-0 che avrebbe addormentato anche un insonne, perdere contro il lanciatissimo Genoa avrebbe rimandato in tilt il Toro …. perdere contro il Toro avrebbe fatto perdere certezze raggiunte al Genoa.

Poi è la volta di Napoli e Juventus trovarsi di fronte in un duello che gli ultimi avvenimenti fanno sembrare quello dell’OK Corral, anche se c’è da stabilire chi rappresenta i buoni e chi i cattivi; Il Napoli arriva da una serie non positiva, mentre la Juve sta recuperando in Campionato e la finale raggiunta di Coppa le dà il ruolo di favorita o giustiziera del Gattuso ormai inviso sotto il Vesuvio e non solo al Presidente.

Il pallone però è strano e basta un rigore, questa volta messo a segno da Insigne, per rimandare Pirlo (piangente per la decisione arbitrale avversa) ed i suoi a Torino “scornati”; Meret infatti para anche le mosche (ma è pur vero che a volte i bianconeri gli tirano in bocca) e non basta il nome a CR7 e compagni per recuperare.

Fine del sabato e lo Spezia fa un sol boccone della capolista Milan, due reti in undici minuti e tutti a nanna, con il portiere ligure che non fa una parata e potrebbe tranquillamente andare a farsi una passeggiata alle Cinque Terre, nonostante le bocche da fuoco rossonere, che non entrano neppure in area avversaria, “liberando” arbitro e VAR da incombenze “rigorose”.
Italiano, alla fine, è giustamente al settimo cielo, mentre Pioli cerca giustificazioni e minimizza, ma si sentono chiaramente le unghie stridere sui vetri e chissà se è un bel segno.

Gli incontri della domenica prendono avvio da un Roma-Udinese che dura cinque minuti, il tempo per i giallorossi di andare in vantaggio; le due restanti reti servono per arrotondare il punteggio finale, non i contenuti della partita, che raccontano di una Roma in assoluta tranquillità ed un’Udinese dall’attacco asfittico e poco altro.
Con i tre punti la Roma si issa provvisoriamente al terzo posto, nonostante le polemiche, interne e non, continuino ad essere ordinaria amministrazione, come se nella capitale che sia politica, sport o gli stomi di uccelli nel cielo serale, tutto serve a creare …. caos.

Chi fa un passo avanti dopo qualche intoppo è l’Atalanta, che sbanca, quasi a fine partita, Cagliari e lascia i sardi a leccarsi le ferite e lamentarsi per un rigore fischiato dall’arbitro ma annullato dal VAR, quando si era nei secondi di recupero finali; i nerazzurri meritano il successo, mentre i rossoblu rimangono mesti al terz’ultimo posto e venerdi giocheranno un vero e proprio spareggio salvezza contro il Torino. Non ottenere i tre punti sarebbe deleterio, forse anche per l’appena confermato Di Francesco.

Va invece in posizione di assoluta tranquillità la Sampdoria, che batte la Fiorentina e la lascia in acque agitate ma ancora distanti da quelle della retrocessione; ci pensa ancora una volta “nonno” Quagliarella a mettere a posto le cose e pensare che più di cento reti fa c’è una tifoseria che lo ha fatto cacciare in cambio di …. Maxi Lopez!

A Firenze in molti potrebbero fare i politici, dato che come per la maggior parte dei nostri parlamentari, c’è un’esagerazione di intenti parolai che mai si trasformano in fatti e va bene che magari aleggia la cappa del Leopoldone-chiacchierone, ma se dietro si svegliano ….

Nel tardo pomeriggio il Crotone si gioca le residue speranze di salvezza contro un Sassuolo altalenante, ma basta questo per portare via dallo Scida i tre punti, di rigore; il divario non è così eclatante, ma quando si commettono degli errori ingenui si finisce per pagare anche oltre i propri demeriti e difficoltà.

In serata l’Inter ha la possibilità di andare in vetta alla classifica e non basta la Lazio per fermare il duo Lukaku-Lautaro, davvero straripante, e la dimostrazione è la progressione del primo sulla rete che sancisce il 3-1 finale; Inzaghi al solito si lamenta (dell’arbitro) e parla di dominio dei suoi, ma 8 occasioni da rete a 2 confermano quanto detto dal tecnico lotitiano?

La prossima settimana c’è il derby milanese che dirà cose importanti, anche se non conclusive, e l’Inter ci arriva in condizioni certamente migliori dei rossoneri, ultimamente non così brillanti, o non sempre.

La chiusura di questa giornata “infinita” è lasciata a Verona-Parma, un’altra bella tappa per gli scaligeri e l’ennesimo calvario per i parmensi, che negli ultimi dieci turni hanno conquistato il solo pareggio contro il Sassuolo; eppure il Parma inizia bene e va in vantaggio, ma poi incassa il gol del pareggio e nella ripresa l’Hellas chiude i conti.

Il cambio dell’allenatore non è servito al Parma ed anche il mercato di gennaio ha sin qui fatto vedere poco e, come se non bastasse, Pellé è infortunato ancor prima di scendere in campo! Solo sfortuna? impossibile rispondere di sì, perché qualche partita può certamente andare storta, ma a questo punto c’è ben altro e la retrocessione si avvicina, pur se il Torino è avanti di sole quattro lunghezze.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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