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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

Siamo alla diciottesima e come sempre c’è chi vola e chi sprofonda, chi gode e chi …. fa godere gli altri ….
Milano non è più da bere, ma la classe operaia (Pioli-Conte) fa …. godere …. mentre a Torino, tra maestri e professori, proliferano gli …. analfabeti ….

Chi vola in apertura di giornata è certamente la Lazio, l’aquila Olimpia si libra alta nel cielo del derby del venerdì sera, magari perché non ha bisogno dell’aereo, o magari perché la lupa che si trova di fronte è senza zanne ed ha gli artigli spuntati; non c’è partita all’Olimpico, ma anche questo è il derby ….

Non è un derby quello di Bologna, dove arriva l’Hellas, e si vede, dato che ai fuochi d’artificio romani, in Emilia si preferisce “ballare” un lento soporifero e basta un rigore perché la banda rossoblu rimandi Romeo con le pive nel sacco, dalla sua Giulietta ….

Nel tardo pomeriggio tocca poi allo Spezia travestirsi da Real Madrid, ma nella Torino granata tutte le avversarie sembrano ormai il Real, anche chi gioca ottantasette dei novantacinque minuti in inferiorità numerica e crea gioco ed occasioni da gol che i granatini sembrano non conoscere per nulla ….

…. Al proposito ho qualche quesito da porre: 1- Tra l’1-7 di un anno fa contro l’Atalanta e lo 0-0 (con annessi e connessi) contro lo Spezia, qual’é il risultato peggiore? E se un anno fa la colpa era di Mazzarri, oggi di chi è la responsabilità? 2- Siamo a gennaio e come sempre andrà in onda un insulso mercato fatto di nomi improbabili ed improponibili o magari arriverà qualcuno che abbia più “voglia” dei mosci pedatori odierni? 3- Giampaolo ha mangiato il panettone ed arriverà a gustare anche la colomba, pur se ormai in Serie B? …. Una consolazione però c’è …. grazie al punto “strappato” al Real Spezia il Toro non sarà ultimo anche nel caso il Crotone battesse il Benevento …. applauso!

Ho l’abitudine di scrivere il pezzo mano a mano che si gioca, così ho fatto anche questa volta, senza modificare nulla, con il conforto di avere avuto però una risposta …. positiva, anche se di domande ce ne sarebbero altre, così come di addii ne servirebbero tanti, magari partendo …. dall’alto ….

Il sabato lo chiudono Samp ed Udinese, con le zebrette che vanno in vantaggio ma poi si fanno raggiungere e superare, grazie anche alla rete di un nuovo arrivato in casa doriana: Torregrossa, che magari non farà più gol da qui al 2026, ma a qualcosa è già servito, fosse anche solo per conquistare i tre punti di giornata …. e non costa neppure quanto Messi …. vero Presidente e DS? ….

La domenica si apre invece inopinatamente al Tennis Club di Napoli, dove gli azzurri rifilano un set a zero alla banda prandelliana, che torna “viola” di vergogna a Firenze; quando si sbaglia sia davanti che dietro è normale che si finisca con il prendere botte da orbi, mentre il Napoli che solitamente tira cinquanta volte per fare un gol, questa volta va in rete ogni volta che si avvicina anche solo all’area avversaria …. questo è il calcio.

Nel pomeriggio il Crotone impallina per bene il Benevento, sceso in Calabria per aggiungere punti alla sua “quasi-salvezza”; invece lo Scida diventa una trappola infernale per i ragazzi di Inzaghi, mentre i padroni di casa ritornano in gruppo, maledendo quel tanto che basta lo Spezia per essere ancora ultimi.

Nell’altra partita della domenica pomeriggio, si salva proprio all’ultimo istante il Sassuolo, che nel derby con il Parma vede le …. streghe come non si aspettava assolutamente; difficile dire se per i parmigiani l’effetto della cura D’Aversa sia già iniziato, ma se il mercato dovesse portare qualche correttivo indispensabile, e positivo, chissà che la zona retrocessione possa essere a breve solo un ricordo.

Zona retrocessione che vorrebbe lasciare presto anche il Genoa, che Ballardini ha rigenerato e portato ad impattare a Bergamo, lasciando per una volta senza reti quello che è l’attacco forse più prolifico d’Europa; c’è voluta anche una certa dose di fortuna per tornare sotto la Lanterna con un punto, ma i genoani avrebbero meritato di chiudere in vantaggio il primo tempo e, tutto sommato, lo 0-0 ci può anche stare.

Chi ha chiuso alla grande la domenica è invece l’Inter, che “mata” una Juve inguardabile, presa a pallonate e che finisce per prenderne solo due (la seconda in modo ridicolo per come Barella si è trovato spazi aperti che non ci sono nemmeno alla Dakar ….), ma solo per una questione di numeri.

I bianconeri rimangono tutti a Torino, dove si inizia a rumoreggiare; l’anno scorso la colpa del non-gioco era di Sarri, mentre oggi si continua a dire che Pirlo ha bisogno di tempo (proprio come per Giampaolo ….) …. Che invece sia un discorso un tantino diverso? Magari considerando che anche un “predestinato” dovrebbe iniziare dall’asilo (al più dalle elementari) invece di andare subito all’università? Che poi il “servilismo” mediatico sopravvaluti la rosa è un altro fatto, ma per i media persino il professor Giampaolo non ha mai colpe …. anche se ormai gli esoneri (ed il nulla proposto dalle sue squadre, anche dopo mesi) sono certificati dal campo e dai risultati.
A sentir parlare i due “insegnanti” di Torino c’è da addormentarsi ed in campo questo è quello che succede …. e fortuna che si gioca senza pubblico!

A chiudere la diciottesima ci pensa, guarda caso, il Milan, che a Cagliari torna al primo posto in solitaria e conquista il titolo d’inverno, che magari servirà solo per le statistiche, ma il balzo fatto in stagione dai rossoneri merita il primato; in Sardegna è Ibra a sistemare le cose e nessuno come lui è stato così determinante in questa prima metà di stagione.
Dunque un solo appuntamento attende la Serie A prima del giro di boa, nel frattempo è saltata un’altra panchina e pure quella di un altro professore è fortemente a rischio, dato che a Cagliari non si attendevano di essere così indietro in classifica; toccherà anche a Di Francesco, dopo Giampaolo, salutare il campionato con il terzo licenziamento consecutivo, dopo Roma e Sampdoria? Chissà e come dice il poeta …. lo scopriremo solo vivendo.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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