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SERIE A IL PUNTO DEL DIRETTORE

Diciassette, numero che molti ritengono simbolo di sfortuna e che nel pallone, in campionato, non si può …. evitare ….
Di sicuro lo avrebbero saltato volentieri Benevento, Bologna e Torino, che negli anticipi del sabato si arrendono rispettivamente ad Atalanta, Genoa e Milan, ma andiamo con ordine ….

Iniziando dal primo anticipo, quello di Benevento, dove un Ilicic in formato extra lusso regala tre punti ai nerazzurri, i quali disputano un primo tempo favoloso che potrebbe finire in goleada ma che invece lascia i giallorossi in partita e li vede pareggiare alla prima (fortuita) occasione; da lì la formazione di Gasperini riprende a macinare gioco ed avversari, con il 4-1 finale come logica conseguenza.
A Genova finisce invece 2-0 per i rossoblu locali, che vanno in vantaggio a fine primo tempo e raddoppiano, con l’ex Destro, quando la ripresa è iniziata da poco, nel classico duetto a cavallo dell’intervallo che risulta spesso micidiale per chi lo subisce; il Genoa riprende quindi la corsa salvezza, mentre il Bologna rimane tranquillo e discontinuo, ma così è se vi piace, altrimenti è così lo stesso!

Ci mette poco il Milan capolista ad avere ragione di un Torino che si ricorda di essere a San Siro per una partita e non per un pic nic solamente nel secondo tempo; assenze e stanchezza non si sentono in casa rossonera grazie anche se non soprattutto alle gentili concessioni granata, una Befana in ritardo.
Sul Torino ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia, dove la sezione colpe occuperebbe i quattro quinti delle pagine; da Cairo all’allenatore, dal DS ai calciatori, c’è qualcuno esente? E la si smetta con la tiritera che al Professore non hanno preso i giocatori che voleva …. c’è qualcuno al mondo che decide ed ottiene ciò che vuole? Ed eventualmente, i nuovi suggeriti da Giampaolo sono i migliori o restano in quella mediocrità generale desolante e senza mordente?

E’ gennaio e c’è il mercato, ma anche qui si fanno nomi che paiono quelli di fenomeni, ma poi vai a vedere cosa hanno reso in stagione (e pure prima) e ti viene il latte alle ginocchia, perché i tanto magnificati (e soprattutto costosissimi) Duncan, Torreira, Kouame, Lobotka, Schone, cosa hanno combinato fino ad ora? E quante volte sono scesi in campo o fatto gol? Invece di figurine al Toro servono calciatori, che facciano cambiare marcia ad una squadra che oggi ne ha una sola, la retro….cessione.
Ad inaugurare la domenica, ci pensano Roma ed Inter, sfida che per tanti anni voleva dire Scudetto e Coppa Italia ed oggi serve per inseguire il Milan più o meno da vicino; finisce pari e patta e nessuna delle due gode, con i nerazzurri che si fanno raggiungere proprio quando l’orologio ha pochissimi giri ancora da fare e spunta il …. braccino corto, anche se la Roma non demerita e resta in vantaggio per quasi un tempo.
Nel pomeriggio il Verona supera il Crotone con una buona prova, una delle solite degli scaligeri, mentre i calabresi ci provano, non demordono ma per raccogliere punti occorre tirare in porta non solo una volta.

Vince anche la Lazio, a Parma, nel tentativo di risalire la china da un ottavo posto che nella Capitale biancazzurra non può certo soddisfare nessuno; l’arrivo, anzi il ritorno, di mister D’Aversa non ha effetto sui suoi, ma chi in pochissimi giorni riuscirebbe a fare miracoli, salvo chiamarsi Gesù?
Di miracolo non si può parlare relativamente alla vittoria del Napoli ad Udine, anche se i tre punti sono arrivati a fine partita; in Friuli si vedono tiri ed occasioni da rete, ma alla fine la spunta la formazione più forte ed è persino giusto così.

A fine pomeriggio eccoci a Firenze, per una sfida che a cavallo degli anni 60/70 valeva lo scudetto ed oggi serve per tentare di allontanarsi dalle zone calde del fondo classifica; la spunta la Fiorentina, che ringrazia il giovane Vlahovic, ma pure il portiere Dragowski che para un rigore, sullo 0-0, e permette di conquistare tre punti preziosi alla banda di Prandelli, mentre ai rossoblu restano unicamente recriminazioni e rammarico.
La domenica si chiude con la vittoria della Juve sul Sassuolo, i bianconeri proseguono la loro corsa, ma anche quando vincono c’è sempre qualcosa che non funziona in casa di Madama; giocare un tempo in undici contro dieci è certamente un vantaggio, ma per i ragazzi di Pirlo servono ottantadue minuti per mettere sotto i neroverdi, non senza farsi raggiungere e correre rischi anche con l’uomo in più.

A chiudere il bene turno ci ha pensato lo Spezia, che nel derby ligure ha battuto meritatamente una Sampdoria non troppo attenta; i ragazzi di Italiano occupano oggi il quattordicesimo posto e nella prossima giornata saranno di scena a Torino, con la possibilità di portarsi a +8 dai granata ed affossarli, forse definitivamente, per la salvezza.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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