Festival dei rigori al ‘Tardini’, il Parma però alla fine la spunta 2-1 sul Napoli e ottiene la matematica salvezza con tre giornate d’anticipo. Salvezza che in realtà non era in dubbio (oltretutto bastava un punto), ma che il pessimo andamento delle ultime partite (‘serie nera’ di 6 sconfitte e un pareggio) non aveva ancora reso ufficiale dopo un pur ottimo campionato.

Partenopei poco brillanti, ma va detto che, con l’Europa League resa sicura dalla vittoria della Coppa Italia, ora gli stimoli sono ben pochi e la fatica delle ultime ottime prestazioni fa pagare dazio.

Squadre a specchio col 4-3-3. D’Aversa ne cambia sette rispetto alla sconfitta interna con la Sampdoria: tridente d’attacco inedito Siligardi-Karamoh-Caprari. Gattuso lancia Lozano dal 1′ al centro dell’attacco, Allan a centrocampo, in panchina Zielinski e Callejon.

Ritmo non esaltante, c’è una chance iniziale per gli ospiti non sfruttata da Politano. Un erroraccio di Allan consegna a Karamoh una palla d’oro, ma l’ivoriano perde il tempo del tiro; riesce a servire Siligardi, Di Lorenzo si oppone a Meret battuto.
Nel recupero, ingenuità di Mario Rui che tocca Grassi all’ingresso in area. Caprari trasforma il rigore nel 3′ di recupero.
Il pari partenopeo arriva a inizio ripresa (54′) sempre dagli undici metri: Grassi si oppone a un tiro di Fabian Ruiz e il pallone rimbalza sul braccio, il Var certifica che è in area. Insigne non sbaglia.

Staffetta in attacco per D’Aversa, con Kulusevski e Inglese per Siligardi e Karamoh (successivamente anche Gervinho per Caprari). Gattuso sceglie Callejon ed Elmas per Politano e Allan. Bravo Sepe sulla fucilata di Lozano. Fabian Ruiz lascia il posto a Zielinski per l’ultimo quarto d’ora. Che però sorride al Parma. All’87’ ancora un penalty, questa volta provocato da Koulibaly sullo straripante Kulusevski. Lo stesso svedese trasforma e dà la vittoria ai ducali.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Lapresse

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