Roba da non credere, cose che in un paese normale non dovrebbero mai accadere, ma è successo a Piacenza.

Un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza ha portato al sequestro di una caserma dei carabinieri e all’arresto di sette militari. Sei arrestati sono finiti direttamente in carcere, mentre uno si ritrova ai domiciliari.
Ai militari si contestano i reati di spaccio, estorsione e tortura.

Le vittime delle attività illecite sarebbero spacciatori, immigrati ma non solo. I reati al centro dell’inchiesta sono stati commessi a partire dal 2017, in quella che è stata definita una caserma degli orrori senza che nessuno portasse alla luce ciò che stava accadendo.

Oltre ai reati sopracitati, tra le ipotesi d’accusa c’è anche la cessione di certificazioni da parte di un carabiniere per consentire a spacciatori piacentini di rifornirsi di droga a Milano durante il lockdown.

Altre 12 persone sono state arrestate a margine dell’inchiesta, a parte i sei carabinieri. Gli episodi riguarderebbero pestaggi, appropriazione di droga, falsificazione di prove per far ricadere l’accusa di arresto su un cittadino innocente.

A far partire l’inchiesta è stata la segnalazione di un ufficiale dei carabinieri che ha lavorato a Piacenza.

Il comando generale dei Carabinieri, in relazione all’indagine della Procura di Piacenza, ha espresso, come riporta ‘Ansa’, il “totale sostegno all’autorità giudiziaria”.

Il comando generale ha aggiunto: “I gravissimi episodi oggetto di indagine sono ulteriormente aggravati dall’incommensurabile discredito che gettano sull’impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”.

Inoltre, il comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha disposto “l’immediata sospensione dall’impiego” per i militari coinvolti nell’inchiesta della procura di Piacenza.

Il comando generale, ha sottolineato in una nota l’Arma, ha contestualmente disposto la “valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico”.

Piacenza, sequestrata caserma dei Carabinieri
Grazia Pradella, procuratore capo di Piacenza, ha aperto la conferenza stampa sul sequestro della caserma dei Carabinieri con queste parole: “Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito”.

Ancora Grazia Pradella: “Siamo di fronte a reati impressionanti, se si pensa che sono stati commessi da militari dell’Arma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteggiamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma dei Carabinieri per futuri accertamenti”.

Ci sono anche “arresti completamente falsati e perquisizioni arbitrarie” nell’ordinanza da 300 pagine che il gip del Tribunale di Piacenza ha emesso nei confronti dei sette carabinieri della caserma Levante di Piacenza sottoposti ad arresto. Sei sono in carcere e uno, il maresciallo che comanda la stazione, agli arresti domiciliari. Lo ha riferito il procuratore capo di Piacenza in conferenza stampa.

Il capo della Procura di Piacenza ha anche detto: “Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi in piena epoca Covid e del lockdown, con disprezzo delle più elementari regole di cautela imposte dai decreti del Presidente del Consiglio. Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del coronavirus, questi carabinieri approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupefacente a casa delle norme anti Covid”.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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