In quanti avevano scommesso in settimana sul mancato scudetto milanista? E qual’era eventualmente la quota? Uno contro cento, mille? Forse per un milione un euro lo si poteva rischiare, ma certi di perdere!
Perché? Ma davvero il Sassuolo poteva fermare il Milan? Vista l’Atalanta una settimana fa chi poteva avere dubbi sull’assegnazione del tricolore?
Il Milan qualche battuta a vuoto l’ha avuta, però è stato bravo a superare tutti gli ostacoli, infortuni compresi, di calciatori, arbitri e VAR.
Scudetto dunque che resta a Milano, cambiando però sponda, con l’Inter che a parole sperava, ma battuta la Samp, non poteva che affidarsi ad una buona sorte che non ha pagato.
Moltissimi diranno che i nerazzurri hanno perso il tricolore a Bologna, ma è davvero così? Quante delle trentotto tappe Inzaghi ed i suoi hanno fallito? Solo quella felsinea?
Ovviamente non è così, perché il derby di ritorno perso, quanto ha inciso sul risultato finale?
I nerazzurri possono consolarsi con Coppa Italia e Supercoppa, ma ad un certo punto avevano un vantaggio consistente, sperperato in malo modo ed il rammarico non può che essere piuttosto grande.
Rammarico ancora più grande è quello del Napoli, che ha gettato al vento una grande occasione, ma evidentemente trovare una quadratura sotto il Vesuvio è cosa che non riesce neppure ad un mister navigato come Spalletti.
Cosa dovrebbero dire allora alla Juve? Quarta ed in Champions, ma protagonista di una stagione che se non è stata disastrosa, ci manca davvero poco; Allegri dice che l’obiettivo era almeno il quarto posto, ma il mister toscano di nome fa Pinocchio e dunque?
Lazio e Roma finiscono in Uefa, con i giallorossi che hanno la finale di Conference da giocare, coppa magari minore, ma pur sempre un trofeo internazionale.
Ultimo posto di coppe che premia la Fiorentina, “risorta” dopo annate deludenti e che ad un certo punto sognava persino traguardi più ambiti.
Chi alla fine ha deluso è stata l’Atalanta, che sconfitta nuovamente in casa ha perso un treno europeo che poche settimane fa pareva certo; a Bergamo, insieme alla proprietà cambieranno quante altre cose?
Splendida invece la stagione del Verona, che ha trovato in Tudor il degno erede di Juric e proprio il redivivo Toro dell’ex mister dell’Hellas; un campionato non sempre lineare per le due formazioni, con i soliti spunti di rammarico per alcune occasioni buttate al vento.
Alla pari con i granata, ma undicesimi, i neroverdi del Sassuolo, a volte strepitoso ed altre …. inguardabile, nonostante si parli ed esalti non pochi dei ragazzi in rosa; la questione è che da noi si fa presto a parlare di campioni, quando invece sarebbe meglio andarci calmi.
Udinese, Bologna, Empoli, sono finite in fila, confermando attese e pronostici, salvo forse i toscani, che dopo una bella andata, hanno faticato per qualche mese, salvo risvegliarsi nei turni finali.
Appaiate sono finite Sampdoria e Spezia, con i primi deludenti ed i secondi miracolosi, vista una nuova incredibile salvezza.
Salvezza miracolosa anche per la Salernitana, nonostante il crollo casalingo dell’ultimo turno, che sarebbe potuto costare la retrocessione se il Cagliari avesse vinto a Venezia.
Però con i se ed i ma, si retrocede e così la Salernitana l’ha scampata; certo c’è sempre una domanda che sorge spontanea: sedici punti in trenta giornate e quindici nelle restanti otto ….
In B finiscono dunque Cagliari, Genoa e Venezia, davvero le peggiori? La questione, volendo, è al contrario rispetto allo scudetto e se il Milan è stato il meno peggio delle formazioni più forti, le retrocesse sono state le peggiori tra le più …. scarse!
Nei prossimi giorni ci sarà il tempo per le analisi, ma oggi qualcuno festeggia ed altri …. ci riproveranno!
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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