Cesena fiera è nella bufera, dopo quanto successo in occasione del festival “Ruotando” a Pievesestina.
Il festival cercherebbe, in teoria di conciliare il binomio sempre perfetto donne-motori, ma stavolta si è andati oltre.
Infatti in molti, anzi sarebbe meglio dire in molte, hanno contestato uno stand nella fiera nella quale sarebbe stato possibile solo per gli uomini “usufruire” di un massaggio erotico effettuato da ragazze intriganti.

Già il fatto che le promoter del gruppo organizzatore di questi massaggi indossavano, per accogliere i visitatori abiti burlesque con tanto di tacco 12 e mascherina in volto, faceva presagire qualcosa, ma in pochi si aspettavano che si potesse arrivare a questo, non in una fiera pubblica a cui hanno partecipato migliaia di persone.
Non sono mancate infatti subito le polemiche contro questa iniziativa, promossa dal gruppo austriaco Wellcum.

Ines Briganti, ex insegnante, ex assessore per la scuola e referente per l’associazione Perledonne, dice la sua: ” Mi sembra una cosa assurda, tanto più che accada proprio nelle giornate dedicate al contrasto alla violenza sulle donne», sbotta al telefono mentre scopre i dettagli dei servizi promossi in quello stand della fiera Ruotando.” E le dirò di più: ho i miei tre nipotini di 12 e 13 anni che stamattina si sono dati appuntamento per andare in fiera a Ruotando. Sono proprio curiosa di sentire cosa avranno visto. Mi diranno che sono vecchia…»

La donna prosegue non mandandole certo a dire, e dicendosi sbigottita, anche nel sentire la risposta degli organizzatori della fiera, ignari a loro dire che ci fosse uno stand erotico.
“Non si può non sapere chi si invita a casa propria. Se nessuno lo sapeva non è una giustificazione. Mi dispiace solo che accada in fiera, che è governata da persone che conosco di grande valore e con un’etica marcata».

Un fatto del genere, conclude Briganti, non aiuta di sicuro nessuno, nemmeno nelle scuole dove si cercano di combattere gli stereotipi delle donne che mercificano il loro corpo per arrivare al successo e gli stereotipi che ruotano attorno a tale concetto.

Insomma un grave scivolone per la Fiera che in molti reputano una svista, anche se sembra difficile non avvallare la tesi della contestatrice.

A cura di Giacomo Biondi

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