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SARAH MCKENZIE UNA VOCE SENSUALE

Il panorama della Musica Jazz nel mondo è florido di ottimi artisti che sono venuti alla ribalta negli ultimi anni del Novecento e che oggi sono annoverati nell’olimpo della Musica Colta. Il Jazz nasce all’inizio del 1910, per merito di artisti neri, nel Nord America, specie a New Orleans in Louisiana e poi verso New York, Chicago e Kansas City. I bianchi invece preferivano vivere in California, a Los Angeles, dove vi erano ubicati locali adatti per fare concerti dal vivo.Nel Nord America i musicisti neri fondarono formazioni composte da vari elementi chiamate big band e diedero il via al genere musicale, lo Swing, mentre i musicisti bianchi andarono verso Los Angeles e formarono le loro orchestre, i terzetti, i quintetti e i nonetti per sposare il Cool Jazz.

Sono nati e poi cresciuti negli anni con il Jazz, tanti artisti. Ne citiamo alcuni: Harry Connick Jr e Michael Buble. Due icone molto differenti, Harry dal canto raffinato e dalla voce da croner, mentre Michael interessante ma non con una espressività artistica notevole, meno incisiva specialmente.
La parte del leone pare che la facciano ancora le donne come Melba Liston, Emily Rembler, Line Arriale, Anne Mette Iversen, Karin Hammar, Anat Cohen, Hiromi, Uehara, Yazz Ahmed, Diana Krall, Eliane Elias, Diane Schuur e Sarah McKenzie.

Tra le tante ci soffermiamo in questa nuova puntata su Sarah Mckenzie nata a Bendingo, dalle parti di Melborne in Australia nel 1987.
Appena superata la maggiore età, dopo aver studiato a lungo, nel 2011 venne nominata per il prestigioso premio ARIA Music Award frutto della sua prima opera discografica Don’t Temp Me, e lo stesso premio se lo aggiudicò anche nel 2012 con l’album Close Your Eyes e successivamente nel 2015 con il lavoro discografico We Could Be Lovers.
Prese parte durante il suo percorso a vari festival jazz in varie parti del mondo, arrivò anche in Italia per farsi conoscere dal vivo a Umbria Jazz Festival Competition, vinse una borsa di studio, che le permise di frequentare la prestigiosa Berklee Collage of Music di Boston. In soli 18 mesi si aggiudicò il diploma in Jazz Performance catturando l’attenzione di Jean Philippe Allard, Director della storica label Impulse!

Sarah sale musicalmente sempre di più e dopo il grande successo del disco Paris in the Rain, la pianista cantante compositrice 31enne, torna con la struggente Secret of my Heart, diventata una delle sue melodie distintive ed è uno dei momenti salienti dei suoi concerti dal vivo in Brasile, in America Latina, Corea, Giappone e Stati Uniti.
Viaggiare era qualcosa a cui dovevo davvero adattarmi, ma era come entrare in un mondo magico non e’ stato facile lasciare i miei posti, le mie cose affettive, uscire dalla realtà, tutto sembrava irreale, per me è stato un mondo di estremi“, cita la Mekenzie.

Lo dice, perche’per lunghi periodi e’ stata costretta a rimanere lontana dalla sua famiglia e dagli affetti piu’ veri. Questa lontananza e’ come se l’avessa lacerata, fino al punto che penso’ di abbandonare la musica e i suoi contorni. Ma poi per merito di Chang Lim, che gli aveva prodotto i suoi primi singoli, torna alla ribalta con un tocco cosmopolita insieme al bassista francese Pierre Boussaguet, al percussionista brasiliano Rogerio Bocatto, al chitarrista Dan Wilson, al batterista Donald Edwars,al vibrafonista Worren Wolf, al sassofonista tenore Troy Roberts e al violoncellista Jody Redhage Ferber, unito alla leggenda della Bassa Nova, Danilo Caymmy al flauto, insieme suonano il brano De Nada. Dopo questa interpretazione torna lo splendore e la coloritura dell’artista australiana del ventunesimo secolo e la sua propensione aumenta nel ceeare composizioni straordinarie tra il blues e il jazz

Si sofferma infatti a dire: “Non voglio che le mie canzoni diventino troppo oscure.
In generale, penso di essere un ottimista. Tutti stanno lottando per qualcosa. E sicuramente in questo ultimo periodo ho faticato più del solito. Ma devi avere positività se vuoi percorrere questa strada… Amo Rio de Janerio e Carlos…”.

Dopo aver trascorso il suo periodo in sud America, si accomoda imtorno al pianoforte e decide di prendere residenza in Europa per conoscere Michel Legrand. “Il suo stile è diverso dai classici standard americani del songbook”, afferma la Mckenzie. “Michael è un po’ più lirico, la sua musica è influenzata da Debussy o Ravel rispetto ai classici standard americani del songbook.Aver potuto passare piu’ tempo con lui al pianoforte è stato uno dei miei momenti clou”.

Sarah, in tutte le sue comparse riuscira’ sempre a mettere in mostra tutto il suo talento da sola al pianoforte quanto alla sua voce seducente, offrendo ai suoi fans spettacoli da brividi alla schiena, uno dedicato a George Garshwin con The Gershwin Medley, arraggiamento del novecento. Estrapola frammenti da: Rhapdody in Blue, Summertime, The Man I Love.

Concludo con una sua citazioneHo, la piu’ bella: “Sono così fortunata a poter suonare la mia musica per vivere”.

Ci saranno ancora tante occasioni per sentirla ancora sia in registrazioni discografiche, che in concerti dal vivo.

A cura di Alessandro Poletti – Foto Il Resto del Carlino

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