MATTEOSALVINI
“Noi cambieremo questo Paese, partendo dalle cose necessarie, dalle cose possibili. E cambieremo anche l’Europa che è un’unione sovietica criminale”. E’ il messaggio di Matteo Salvini dal palco di Pontida. Salvini, citando San Francesco, ha sostenuto che “la scelta della Lega è una scelta di normalità. Oggi si fa la storia . Abbiamo impegnato la nostra vita perché i nostri figli possano vivere liberamente e seriamente nella terra dei nostri nonni”.

“La ruspa fa giustizia di tanti errori. La ruspa la uso per Renzi non per qualcun altro. La ruspa la usiamo per far ripartire il lavoro”: aveva detto subito al suo arrivo a Pontida. “Bossi archiviato? No – ha aggiunto – noi non archiviamo nessuno, non pugnaliamo nessuno. Siamo riconoscenti nei confronti di chi ci ha portato fino a qua, a differenza di Renzi che se ne fotte di tutto e di tutti” .

“L’anno scorso eravamo qua per ricostruire e ripartire. Quest’anno siamo ripartiti e siamo qua per vincere. Abbiamo le idee e gli uomini giusti, vogliamo prendere un voto in più di Renzi e andare al governo a cambiare le cose”.

IL POPOLO DELLA LEGA _ E’ dunque al via la lunga giornata dell’orgoglio leghista a Pontida. Ci sono anche alcune decine di bandiere dal Centro e dal Sud Italia, sul pratone che si sta via via riempiendo. Dove, in mezzo ai leghisti arrivati per il tradizionale raduno in provincia di Bergamo, ci sono anche delegazioni del movimento Noi con Salvin dalle Marche, dalla Puglia, dalla Basilicata. Ma, in un particolare mix di slogan, resta soprattutto la parola “indipendenza” a muovere il popolo della Lega, che sta arrivando impugnando orgogliosamente centinaia di bandiere ‘nazionali’ delle regioni del Nord. Da una parte i soliti (e gettonati) proclami sugli striscioni: ‘Italia Stato parassita, nazione mai esistita, indipendenza’ o ‘Italia di merda, secessione’.

Dall’altra gli striscioni che invocano: ‘Prima gli italiani’. Sono le due aniume del popolo leghista che Matteo Salvini, che concluderà gli interventi, sta mettendo insieme nella sua sfida per la leadership del centrodestra (‘Siamo qui per vincere’, è lo slogan a caratteri cubitali sullo sfondo del mega-palco). Altri segni della seconda Pontida targata Salvini, la presenza di una ruspa a fianco del palco, simbolo dell’aspirazione a dare «normalità» all’Italia, dalla parte opposta dell’Alberto da Giussano. E il concerto prima degli interventi politici, organizzato da Radio Padania, che è sempre più la voce ufficiale della segreteria Salvini. Il primo a esibirsi ha suonato brani di Bob Dylan e anche Cocaine («ma non prendetela, fa male») di Eric Clapton, citando anche lo spirito di Woodstock. Molta curiosità dei militanti, ma anche fatica a farsi trascinare nello spirito del concerto, poi proseguito anche con canzoni della tradizione italiana.

T-SHIRT RUSPE IN MOVIMENTO – Matteo e la figlioletta Mirta indossano la maglietta ‘Ruspe in movimento’. La t-shirt è stata realizzata dai Giovani padani dopo che il segretario federale della Lega Nord evocò la ruspa contro i campi Rom ed è in vendita nei gazebo allestiti sul ‘sacro prato’.

APPLAUSI AGLI ELETTI DEL SUD – Anche i rappresentanti di Noi con Salvini, il movimento gemello della Lega Nord al Sud, sono saliti sul palco del raduno di Pontida e hanno raccolto applausi. Hanno in particolare parlato Nicola Marotta, sindaco nel Salernitano, e Stefania Alita, consigliere comunale in un Comune del Puglia. Fischi e ‘vaffà invece dalla platea leghista nei confronti del premier Matteo Renzi e di Laura Boldrini.

L’INTERVENTO DI BOSSI – “La Lega non ha bisogno di allearsi”. Ne è convinto Umberto Bossi. Un’eventuale alleanza è possibile solo con chi “è ragionevole” e “con chi capisce che il Nord non può essere schiavo dello Stato italiano, che non è mai uscito dallo Stato fascista”, ha affermato il senatur. “Caro Renzi, i voti non sono niente, anche in democrazia, se non sono finalizzati a cambiare il Paese. Per fare alleanze con noi ci vogliono i voti, non chiediamo voti per i voti ma per fare le riforme. Spero che la Lega sia ancora cosi'”.

IL COMIZIO DI SALVINI – Comizio attorniato dai bambini, per Matteo Salvini, sul palco di Pontida. Il segretario federale ha voluto i figli dei militanti presenti vicino a lui, per segnalare che il suo progetto guarda “al futuro” e alle prossime generazioni “che dovranno vivere liberamente nella terra dei nonni”. Una scelta coreografica che Salvini spesso fa nei suoi incontri pubblici.

Fonte Ansa

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