Tensioni e arresti a Mosca e in altre città della Russia dove sono in corso proteste contro la guerra e Vladimir Putin. Oltre 800 persone sono state arrestate in tutto il Paese. Il sito Ovd-Info precisa che 817 manifestanti sono stati portati via dalla polizia in 37 città.

Tra i fermati anche uno dei fondatori dell’organizzazione Memorial ed ex direttore del Centro Sakharov: Yuri Samodurov, 71 anni, si trovava sulla centralissima Tverskayacon un cartello con la scritta “Giù le mani da Mariupol” quando le forze di sicurezza sono intervenute. L’uomo è stato poi rilasciato. A Nizhni Novgorod, ieri una donna è stata arrestata perché esibiva un foglio bianco, senza alcuna scritta.

L’oppositore di Putin Aleksei Navalny, dal carcere in cui è detenuto da oltre un anno, venerdì aveva chiesto ai russi e agli ucraini di scendere in piazza nelle loro città ogni domenica alle 14 (ora locale). E in tanti hanno raccolto l’appello anche in Ucraina: nella città occupata di Berdyansk, a circa 80 km a ovest della città assediata di Mariupol, alcuni dimostranti avvolti nella bandiera ucraina, urlano lo slogan: “Berdyansk è Ucraina“. Cortei si sono svolti tra ieri e oggi in altre città occupate, tra cui Kherson e Melitopol.

A San Pietroburgo, sono stati fermati almeno 13 giornalisti e altre 12 persone, secondo quanto riporta la Bbc. “Non hanno spiegato la ragione del fermo”, scrive il giornalista Andrey Okun sul proprio canale Telegram. I reporter, spiega, indossavano tutti dei gilet che li identificavano come giornalisti e esibivano i tesserini stampa. “Ma questo non interessa a nessuno – ha riferito – l’obiettivo è essere sicuri che nessuno racconti i fatti”.

Dall’inizio dell’invasione in Ucraina, in Russia sono state 14.219 le persone arrestate in relazione ad azioni e manifestazioni contro la guerra. Lo ha fatto sapere Ovd Info su Twitter, parlando di arresti in decine di città.

A cura di Stefano Severini – Foto Getty Image

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