SALMAN RUSHDIE SCRITTORE E SAGGISTA
Ahmed Salman Rushdie è nato a Bombey il 19 giugno 1947. E’ uno scrittore, un saggista indiano naturalizzato britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel sub continente indiano. Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico. Dopo il suo quarto romanzo, “I versi satanici” (1988), è stato oggetto di diversi tentativi di assassinio e minacce di morte, tra cui una “fatwa” che chiedeva la sua morte emessa da Ruhollah Khomeyni, la guida suprema dell’Iran. Numerosi omicidi e attentati sono stati compiuti da estremisti che citano il libro come motivazione, scatenando un dibattito sulla censura e sulla violenza a sfondo religioso. Il 12 agosto 2022 un uomo di fede islamica ha accoltellato più volte Rushdie precipitandosi sul palco dove il romanziere doveva tenere una conferenza, durante un convegno a Chautauqua, negli Stati Uniti, causandogli la perdita di un occhio e dell’uso di alcune dita di una mano.
Oggi, Salman Rushdie non perde l’occasione di mettere sotto la lente anche la nostra Premier Giorgia Meloni in occasione del Salone internazionale del Libro di Torino.

Si ritiene che domani avrà un incontro con Roberto Saviano puntando il dito sul contenzioso dell’autore di “Gomorra” con la Premier, sottolineando: “A rischio mio personale devo dire che i politici dovrebbero farsi la pelle un po’ più dura perché un politico al giorno d’oggi oltre ad avere grande potere ha anche molta autorità”.

Rushdie ha affermato che oggi chi è al potere il potere deve accettare e subire le critiche, anche se vengono espresse parole “offensive” come quella che ha usato Saviano (bastarda) e che gli è costata una condanna per diffamazione., motivo che lo spinge a dire: “Io a questa signora darei un consiglio quello di essere meno infantile e la inviterei a crescere.
Vuole con il suo “dire” evidenziare una testimonianza di solidarietà al collega Savino affiancherà domani nella presentazione del suo nuovo libro “Coltello Meditazioni dopo un tentato assassinio” (Mondadori, 2024).
Durante la conferenza stampa, sempre al Salone del Libro, ha “toccato” il problema delle religioni, della fede e del valore che hanno negli attuali conflitti, evidenziando che politicizzare la fede diventa elemento fortemente negativo, per cui dichiara: “Non è questione di parlare di vincitori o chi stia perdendo. Non è finito nulla, tutto sta accadendo. È arrivato il momento di tenere conto della narrazione che si fa dei conflitti“.

Parlando dell’Ucraina, ha sostenuto che il Presidente Putin afferma che gli ucraini sono nazisti e che molti russi credono a queste fandonie, e ha commentato: “Anche in Medio Oriente la narrazione del conflitto tra israeliani e palestinesi si basa sulla passione, ci sono due forze contrapposte che stanno lottando per lo stesso pezzo di terra. Tutto sta nella possibilità di riconciliarsi nella narrazione, altrimenti ci sarà una guerra che non avrà fine“.
Ha chiuso la sua intervista affermando: “Questa politicizzazione, questo fatto che le religioni si debbano armare in tutto il mondo è fenomeno che in questo momento trovo assolutamente negativo“.
A cura di Pier Luigi Cignoli editorialista – Foto ImagoEconomica 
Editorialista Pier Luigi Cignoli

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