Robert Fico, ex membro del Partito Comunista, 59 anni, ha ricoperto la carica di Primo Ministro della Slovacchia per due mandati: il primo dal luglio 2006 al luglio 2010 e il secondo dall’aprile 2012 al marzo 2018.

Breve storia: Laureatosi in legge a Bratislava, si iscrive al Partito Comunista di Cecoslovacchia nel 1987. Dopo la Rivoluzione di velluto che conduce al crollo del regime comunista cecoslovacco(1989), entra nel Partito della Sinistra Democratica (SDL), erede del Partito Comunista in Slovacchia. Dal 1994 al 2000 rappresenta il suo paese presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

In seguito all’uscita dal SDL, fonda un nuovo partito chiamato Direzione – Socialdemocrazia (SMER), inizialmente presentato come formazione politica di centro, ma successivamente approdato a posizioni più oltranziste e populiste di sinistra. Diventa ben presto il politico di opposizione più popolare del paese, anche in virtù dell’impatto negativo che hanno le riforme del governo guidato da Mikuláš Dzurinda.

Tra le varie iniziative promosse da Fico c’è stata, per esempio, la promozione dell’identità nazionale slovacca, con non poche appropriazioni storiche di dubbio fondamento (come quella riguardante Svatopluk I, presentato come “primo re slovacco”.

Nelle elezioni parlamentari del 2002, lo SMER incassò il 13.46% dei voti divenendo così il terzo partito slovacco, nonostante le previsioni più favorevoli dello stesso Fico alla vigilia del voto.

Lo SMER vinse le elezioni parlamentari del 2006, con il 29,1% dei voti. In quell’occasione, Robert Fico fu il promotore della coalizione formata dal Partito Nazionale Slovacco (SNS), di tendenze nazionaliste ed estremiste, guidato da Ján Slota, e dal Partito Popolare – Movimento per una Slovacchia Democratica (HZDS), guidato da Vladimír Mečiar.

Alle elezioni parlamentari del 2010, nonostante lo SMER avesse ottenuto più consensi, Fico non riuscì a formare una coalizione di governo e rimase fino al 2012 all’opposizione.

Lo SMER è stato, con il 44,41 % dei voti e 83 seggi parlamentari, il vincitore delle elezioni parlamentari del 2012.

Lo SMER ottiene 49 deputati su 150 perdendone oltre 30 (ne aveva 83). Necessaria un’alleanza con due o tre partiti, altrimenti Fico, che punta al terzo mandato, rischia di passare all’opposizione come nel 2010 quando non riuscì a formare il governo. Dopo circa 10 giorni Fico ha formato un governo di coalizione col Partito Nazionale Slovacco, Most-Hid, e La Rete.

Causa l’omicidio del giornalista Ján Kuciak ( della sua compagna), ucciso mentre stava compiendo una serie di indagini riguardanti casi di corruzione e truffe intorno ai fondi strutturali dell’Unione Europea, riportate sul sito di notizie slovacco Aktuality.sk. Kuciak dove aveva sostenuto nel suo ultimo scritto, pubblicato postumo, l’esistenza di rapporti tra la ‘Ndrangheta calabrese e alcuni membri del Governo, Robert Fico diede le sue dimissioni.

Le sue idee in merito alla politica internazionale, che gli hanno consentito una grande vittoria alle elezioni di sabato 30 settembre sono contrastanti con i programmi e le scelte della UE. In primis la guerra in Ucraina considerata un conflitto tra Stati Uniti e Russia e che l’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato e successivamente nella UE porterebbe inevitabilmente ad un terzo conflitto mondiale. Non a caso sostiene che il battaglione tattico della Nato è di stanza in Slovacchia come lo erano stati i Nazisti.  In quanto alla fornitura di armi è da sospendere nell’immediatezza. Non manca un suo pensiero sulla “presenza” di Soros in tale situazione.

Non ha risparmiato nei suoi commenti il tema “LGBTQ+” con un approccio definito populista e di destra, contrastante con quello della sinistra che dovrebbe rappresentare, essendo ancora membro del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. Non a caso ha dichiarato: “Il matrimonio è un’unione unica tra un uomo e una donna. Certamente non sarò mai un sostenitore del fatto che le persone LGBTQ+ possano sposarsi, come vediamo in altri paesi.”

In merito ai migranti ha sottolineato: “Neppure Dio non sa chi dei migranti illegali è un terrorista o chi abbia una qualche malattia infettiva. Può sembrare strano, mi dispiace ma l’Islam non ha alcun posto in Slovacchia”. Dopo tale dichiarazione i migranti sono stati considerati “ladri” per le loro azioni nelle città e Fico ha reso responsabile di tanta “libertà” a loro concessa il presidente Zuzana Caputová, il primo ministro ad interim Ľudovít Ódor e il capo dell’ufficio migrazione Ján Orlovský, sostenendo che hanno attuato la “politica migratoria di Soros”.

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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