Nel panorama musicale italiano vi sono molti musicisti che non solo fanno progetti di composizioni di musiche per il cinema, per il teatro, e per il balletto, questi musicisti inoltre suonano un genere musicale, la Musica Jazz.

Ottimi direi sono i nostri musicisti italiani che suonano il jazz, un genere che proviene dagli Stati Uniti e nasce all’inizio del Novecento in una città del Sud New Orleans, in Louisiana, terra di vari incroci musicali.

In questo articolo vorrei parlarvi di una artista che è nel circuito musicale jazzistico come unica donna pianista italiana, Rita Marcotulli.

Rita Marcotulli nasce a Roma nel 1959. Fin dalla sua tenera età viene avviata allo studio del pianoforte presso il Conservatorio di Santa Cecilia nella capitale. Dopo una curiosità per i ritmi sudamericani, in particolare la musica brasiliana, all’età di vent’anni comincia ad avvicinarsi al mondo del Jazz… ed è subito un successo. La sua carriera è travolgente, e all’inizio degli anni Ottanta Rita Marcotulli ha la fortuna di potere collaborare con il “Gotha” del jazz europeo e americano, ricordiamo: Chet Baker, John Christensen, Pal Danielsson, Peter Erskine, Steve Grossman, Joe Henderson, Hélène La Barriere, Joe Lovano, Charlie Mariano, Tony Oxley, Michel Portal, Enrico Rava, Michel Bénita, Aldo Romano, Kenny Wheeler e Pat Metheny.

Già nel 1987, un referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz ” premia Rita Marcotulli e la classifica miglior nuova talento musicale dell’anno.
Inoltre fa parte della band del batterista Billy Cobham, rimanendo in formazione per tre anni. Poi lascia l’Italia per trasferirsi in Svezia, dove resterà per due anni: anche in Svezia viene molto apprezzata come pianista, e, dal conto, vi assimila la passione per la ricerca è la sperimentazione. Nei primi anni Novanta, collabora con il chitarrista napoletano Pino Daniele, e poi con il batterista Roberto Gatto, inoltre si avvicina a Ambrogio Sparagna, Bob Moses, Charlie Mariano, Maryland Mazur.

In otto anni di attività Rita Marcotulli accompagna il sassofonista Dewey Redman in tutti i suoi concerti. L’intimità della sua musica, la sua grande profondità, i suoi arrangiamenti delicati, sanno sottolineare la singola nota ed amplificare la carica emotiva, e così le permettono di spaziare e di cercare interconnessioni con altre forme artistiche, specialmente con il cinema, per il quale ha elaborato diversi composizioni.

Rita Marcotulli afferma: “… La mia musica ha evidentemente subito l’influenza di numerosi musicisti: Thelonious Monk, Elis Regina, Bill Evans, John Coltrane per citarne solo alcuni. “Ma, oltre alle influenze sonore, le composizioni di Rita Marcotulli nascono anche dall’incontro con le altre esperienze artistiche, letterarie e naturalmente cinematografiche”. Raccontare storie attraverso le note, un viaggio immaginario, che prende ispirazione dalla vita di tutti i giorni, dalla natura dalle esperienze, della musica dei diversi colori del mondo. Composizioni originali ma anche suggerite dalle emozioni del momento con una buona parte di improvvisazione. Omaggio quindi al cinema, ed ad autori popolari italiani come Modugno e Pino Daniele.

Un programma che può variare a seconda della sensibilità di Rita Marcotulli con l’aggiunta di stadards… improvvisazioni o brani nuovi. Allieva del Conservatorio di Santa Cecilia e del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone e sorella della cantante Carla Marcotulli. Rita comincia a suonare professionalmente all’interno di piccoli gruppi negli anni Settanta e successivamente inizia a collaborare con vari artisti della scena internazionale. In tempi più recenti a partecipato alla realizzazione del film “Basilicata Coast to Coast“, per il quale si è occupata della realizzazione della colonna sonore. Grazie a questo lavoro la Marcotulli ha ricevuto il prestigioso premio il Ciak d’Oro nel 2010, e il Nastro d’Argento per la miglior colonna sonora e nel 2011 riceve il prestigioso premio il David di Donatello per la migliore musicista, prima donna in assoluto a ricevere questa importante riconoscimento, nello stesso anno riceve il premio Top Jazz 2011, come migliore artista del jazz italiano, dalla rivista Musica Jazz. Il 13 luglio del 2014 partecipa al Genova Jazz Festival, dove registra l’opera discografica “Live Trio M/E/D, con il batterista Peter Erskine e il contrabbassista Palle Danielsson.

Rita Marcotulli prosegue la sua attività artistica ancora oggi con progetti vari, sia di Musica Jazz che di composizioni per opere teatrali, cinematografiche e balletti.

A cura di Alessandro Poletti – Foto Repertorio

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