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RICHIAMO ASTRAZENECA SI DISCUTE

“L’argomento della vaccinazione eterologa è in discussione e presto il Cts probabilmente si pronuncerà, ma quello che tutti ribadiscono è che la forte raccomandazione è di passare al regime misto somministrando la seconda dose con un vaccino a mRna. Ciò perchè studi hanno dimostrato una maggiore risposta immune e un ridotto rischio tromboembolico“. Così il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, in conferenza stampa sull’andamento epidemiologico, proprio nella sede del ministero, durante l’appuntamento con l’analisi settimanale dei dati del monitoraggio regionale del Covid 19.

Il direttore Rezza ha poi sottolineato come alcuni, il 10% circa, chiedano di fare una seconda dose AstraZeneca: “Bisogna valutare se piuttosto che fare un ciclo incompleto sia meglio vaccinare con lo stesso vaccino AZ”. “Quello che tutti ribadiscono, da Aifa al ministero al Cts – ha spiegato Rezza – è che la forte raccomandazione è di passare a un regime misto. Ci sono studi che dicono che è almeno efficace allo stesso modo, se non di più, del richiamo con lo stesso vaccino. E poi il rischio che comporta la seconda dose di AstraZeneca è molto basso, molto di più rispetto alla prima dose”. “L’obiettivo primario era passare alla prima dose con vaccino a mRna per gli under 60, poi per estrema cautela è stato deciso di passare a questo regime combinato per dare una maggiore risposta immune e un azzeramento del rischio tromboembolico. Ora c’è un certo numero di persone, intorno al 10%, che sembra voler completare il ciclo con lo stesso vaccino, questo è il nodo cruciale, di fronte al quale ci troviamo”.

Il problema, insomma, è ancora aperto: “Credo dovrà rimanere la raccomandazione al regime misto. Ma il rifiuto comporta un ciclo incompleto, bisognerà vedere se piuttosto non sia meglio vaccinare comunque con lo stesso prodotto. Nel giro di poco si scioglierà anche questo nodo”. “No modifiche dei tempi di richiamo dei vaccini” “Non credo che debba necessariamente essere modificato l’intervallo” tra prima e seconda dose di vaccino anti-Covid, “a causa della circolazione di altre varianti” di Sars-CoV-2.

Per l’Italia, a differenza della strategia di una prima dose a più persone scelta in Gb, “stiamo parlando di una campagna basata su un ciclo vaccinale completo.
Gli effetti andrebbero valutati con modelli matematici, ma credo che la durata dell’intervallo prescelto sia del tutto corrispondente a quelli che sono i requisiti ideali per cercare di arginare la circolazione di tutte le varianti, compresa l’indiana. Non modificherei quindi in questo momento lo schema”. Lo ha precisato il direttore Gianni Rezza. La situazione in Italia “Pur con qualche cautela, sempre necessaria, per ora la situazione epidemiologica è più favorevole rispetto ad altri paesi dell’Unione europea”. “Ci troviamo in una situazione migliore – ha detto Rezza – sono stati presi provvedimenti ispirati alla cautela con aperture graduali, insieme alla campagna vaccinale che finalmente ha iniziato a correre. La situazione può essere osservata con un certo ottimismo”.

2 dosi per proteggersi contro la variante Delta
– “Si è visto che la parziale evasione dai vaccini della variante Delta fa sì che la dose unica possa non coprirla. Quindi in Gran Bretagna si stanno velocizzando le seconde dosi, noi invece abbiamo sempre adottato un regime a doppia dose e questo dovrebbe proteggere di più la popolazione”.

Brusaferro: “Sequenziare e tracciare i focolai di variante Delta in Italia” “Abbiamo segnalazioni del fatto che anche in Italia ci sono focolai di varianti di Sars-CoV-2, come la variante Delta, che presentano una maggior trasmissibilità e hanno la potenzialità di eludere almeno parzialmente la risposta immunitaria. Questa situazione deve essere osservata con attenzione, perché in alcuni Paesi ha mostrato una crescita. Questo vuol dire che serve grande attenzione nell’individuazione dei casi, nel loro tracciamento e anche nel sequenziamento dei virus, per cogliere eventuali situazioni di queste varianti e contenerle più rapidamente possibile.

Completare il ciclo di vaccinazione è uno strumento essenziale per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi pandemici”, insieme alle altre misure citate. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale Covid-19 della Cabina di Regia.

A cura di Stefano Camerini – Foto Imagoeconomica

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