A Lampedusa come in altre coste gli sbarchi di clandestini proseguono senza soluzione di continuità. Mentre il Governo chiude alcune frontiere regionali agli italiane, perché ad alto rischio contagi, loro sbarcano tranquillamente. Infatti, i migranti continuano ad arrivare in Sicilia, Calabria e Puglia.

Tra l’altro, se positivi, fanno aumentare l’indice Rt dei contagiati. Nell’Agrigentino, in poco più di dodici ore ne sono arrivati 177, anche dopo la dichiarazione delle chiusure regionali per la seconda ondata della pandemia da Coronavirus annunciata dal Presidente del Consiglio. Dopo un primo barcone con a bordo 71 persone, direttamente sull’arcipelago delle Pelagie (tra le coste tunisine e siciliane), si sono registrati altri due sbarchi autonomi di 89 e 17 migranti. Insieme agli approdi proseguono a rilento anche le attività di svuotamento dell’hotspot di Lampedusa, oramai al collasso.

A fronte di una capienza di 192 persone, ne ospita mediamente più di mille. In varie occasioni è stato richiesto dalle Istituzioni siciliane al Ministro dell’Interno l’intervento dell’Esercito per arginare le fughe di migranti che continuano a “bucare” le fragili trincee dei centri di accoglienza per poi circolare liberamente sul territorio nazionale e oltre confine. Questo, ovviamente, aumenta i rischi legati alla pandemia e alla sicurezza dei cittadini. Circa 80 migranti sono stati trasferiti a bordo del traghetto per Porto Empedocle, mentre continuano le operazioni d’imbarco sulla nave quarantena Allegra, che dovrebbe poi fare rotta verso Messina.

Qualora questi immigrati, anche se solo in parte, saranno positivi al tampone per accertare il contagio da Covid-19, saranno conteggiati nel bollettino regionale facendo aumentare ulteriormente l’indice Rt in modo chiaramente “falsato”, come dichiarato dal presidente della regione, perché questi contagi non sono avvenuti in Trinacria. La Sicilia è l’unica regione d’Italia in cui l’andamento dell’indice Rt, scelto tra gli indicatori del Comitato Tecnico-Scientifico con cui il Governo basa le scelte per decretare le zone più a rischio, è fortemente influenzato dal periodico – ormai quotidiano – arrivo di migranti positivi al Covid-19. Per completezza d’informazione Sicilia e Puglia sono state collocate in “zona arancione” (rischio medio-alto); mentre la Calabria è in “zona rossa” (rischio alto). Premesso ciò – come dichiarato dai rispettivi governatori – se è vero che queste regioni sono in emergenza, è altrettanto vero che la sanità in alcune “zone gialle” come Campania e Veneto, erano e sono tuttora molto più a rischio pandemia. Inoltre hanno rilevato che questo provvedimento restrittivo è stato l’ennesimo schiaffo del Governo a buona parte del Sud-Italia.
Oggi le nuove restrizioni che riguardano Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata che sono passate da zona gialla ad arancione.

 

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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