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REFERENDUM SI O NO? NO O SI?

Saranno una domenica ed un lunedì di fibrillazione, politicamente parlando; Regionali, Comunali ed il Referendum per la diminuzione dei parlamentari terranno banco per due giorni dai quali potrebbe uscire una rivoluzione in fatto di numeri ma pure uno scossone decisivo per far cadere il Governo Conte bis.

Di Regionali e Comunali si parla da mesi, ma questa non è una novità, perché in politica è come nel calcio, elezioni e mercato sono sempre d’attualità, che ne sia tempo oppure no, tanto ormai come il mercato calcistico si fa trecentosessantacinque giorni l’anno, si è sempre in campagna elettorale permanente, anche qui tra conferme, smentite, insulti, baraonde che se possono essere quantomeno normali nel mondo pallonaro, non dovrebbero esserlo in politica, e meno che mai in quel Parlamento, spesso sede di indecenti gazzarre da curva.

Anche con il Referendum non si scherza affatto, tra si e no al taglio consistente del numero dei Parlamentari, si assiste al tentativo di spostare gli equilibrii a colpi di spot, l’uno e l’altro schieramento decisi a prevalere in qualunque modo, a far valere le proprie ragioni, a portare dalla propria parte il maggior numero di elettori.

Chi ha ragione e chi ha torto nella “disputa”? Certo se dovessimo parlare di costi rapportati ai numeri, beh, non ci sarebbe partita, ma è davvero così? O meglio, è questo l’aspetto preponderante da considerare per esprimere il proprio parere nell’urna?
Io, che sono cattivo e malizioso, non escluderei che in caso di successo dei si e quindi della diminuzione dai Parlamentari, questi provvederebbero immediatamente ad aumentare l’importo che mensilmente incasseranno, tanto da chi dipende ciò se non da loro stessi? Quante volte il Parlamento (all’unanimità) ha votato in questo senso, alla faccia di chi urlava, per altri argomenti, “ladroni”, “disonesti”, “profittatori”? C’è stata una volta in cui la proposta di aumentare gli indennizzi ai tenutari degli scranni della politica italiana sia stata respinta?
Quindi perché non potrebbe essere così anche questa volta, eventualmente?

Da considerare c’è poi una cosa, a mio modesto parere, interpretabile nel modo che volete, ma che potrebbe toccare il dolente tasto della democrazia e del fatto che, sì è vero, la riduzione potrebbe e dovrebbe essere un beneficio, ma chi siederà poi in Parlamento, chi ci verrà “propinato” quale difensore del Paese, dei suoi diritti, ma al contempo, censore dei suoi doveri?
Perché forse ce ne siamo scordati, ma insieme ai diritti ci sono anche i DOVERI, quei piccoli ed insignificanti “orpelli” che la maggior parte dei nostri politici (ma anche noi in larga maggioranza) si è dimenticata esistano e su cui bisognerebbe costruire il futuro.

Un altro dettaglio fondamentale è poi quello delle liste, perché un tempo andavamo a votare per le persone, mentre poi, ai tempi del Cavaliere ci è stato detto che era meglio votare il simbolo, tanto ci pensavano loro a mandare in Parlamento i migliori elementi!!! Infatti ci siamo ritrovati gente cui pagavamo fior di quattrini per dire YES al loro capo, qualunque cosa dicesse e volesse, alla faccia nostra che avevamo firmato un mandato in bianco!!!

Da questo punto di vista le cose sono andate sempre peggio, con il nostro determinante contributo, ovviamente, perché siamo sempre portati a parteggiare per chi è contro, per chi ci dice che così non va e che sarebbe in grado di sistemare le cose al meglio …. infatti lo stiamo vedendo, quelli che …. da Roma ladrona al vaffa si sono seduti “a tavola” e adesso che ci sono loro, i “VIRTUOSI” dal pane e salame sono passati al caviale e champagne, tanto PAGHIAMO NOI e loro …. chi li smuove?

Si o no? No o si? Sinceramente non saprei, perché da un lato sarei favorevole a che questi mangiapane buoni a nulla (anzi, qualcosa sono in grado di farlo …. riempirsi le tasche, le loro e quelle di amici, parenti, amici degli amici) tornassero a casa loro, dall’altra è medesimo e forte il timore di ritrovarci con un numero inferiore di gente da sfamare, ma che siano i più imbecilli, quelli che non sanno distinguere un’automobile da un treno, un viadotto dal Traforo del Brennero, tanto vanno più che bene ai loro capi, i quali si insediano a Premier, o se gli va male fanno i Ministri dell’Interno, o del Lavoro o magari degli Esteri…

Qualunque sia il risultato SPERO per NOI che il futuro ci riservi qualcosa ma soprattutto qualcuno di diverso, perché con gente come questa persino il Covid mi sembra faccia meno danni.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Ansa

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