Mohammad Rasoulof (in persiano: محمد رسول‌اف) è nato a Shiraz (Iran) il 23 ottobre 1972. E’ un regista, uno sceneggiatore e un produttore cinematografico iraniano. Ha studiato sociologia all’Università di Shiraz e ha frequentato un seminario di montaggio cinematografico all’Università di Teheran, dove vive con la moglie e la figlia.
Dal 2010, Rasoulof è stato condannato più volte dalla Corte Rivoluzionaria iraniana che attraverso le loro azioni di censura non limitano solo Rasoulof come individuo, ma anche la sua libertà artistica di espressione. Nessuno dei suoi film è stato mai distribuito in Iran.
Il suo film “Heytan vojud nadarad” (Il male non esiste) ha vinto l’Orso d’oro alla 70ma edizione del Festival di Berlino.
Presento questo “emblematico personaggio” soprattutto per evidenziare il concetto di “libertà” che esiste in Iran, Nazione tanto “amata” in questo periodo storico soprattutto da quelle correnti politiche e  studentesche che confondono troppo spesso la Palestina con i terroristi di Hamas.
E’ stato condannato a  5 anni di carcere oltre la confisca dei beni e la fustigazione per  aver fatto parte di un complotto contro la sicurezza nazionale realizzando il film “Il male non esiste” e documentari contro il regime.
Per la cronaca ricordiamo che era già stato arrestato nel marzo del 2010 con il collega regista Jafar Panahi per il comportamento considerato “ostile” nei confronti sia di Mahmud Ahmadinejad che della Repubblica islamica dell’Iran e che nel dicembre dello stesso anno i due registi erano stati condannati a sei anni di carcere con il veto assoluto di produrre altri film e/o rilasciare interviste ai “media”. La condanna venne poi mediata e ridotta a 12 mesi con conseguente assoluzione. Nel maggio 2011 ottenne il permesso ottenne il permesso di partecipare al Festival di Cannes dove presentò il film “Be omid e didar” che si aggiudicò il premio per la miglior regia. Nel febbraio 2020, bloccato dagli arresti domiciliari e con il passaporto confiscato, non ottenne il permesso di viaggio per presenziare alla premiazione a Berlino del suo film che aveva conquistato l’Orso d’oro. Pochi giorni dopo la cerimonia fu condannato ad un anno di carcere.
Il suo ultimo lavoro, il film “The Seed of the Sacred Fig“, parteciperà, salvo ulteriori vessazioni da parte del Governo iraniano, al prossimo Festival di Cannes.
Questa è la libertà di pensiero e di stampa tanto inneggiata dalla sinistra e dagli studenti che riserva l’Iran ai suoi cittadini!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto Repertorio
Editorialista Pier Luigi Cignoli

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