“Non è mio costume condividere cose non strettamente legate al mondo del lavoro su Linkedin, ma per una volta penso sia giusto farlo”. Inizia con queste parole il post che mi ha permesso di conoscere la bella iniziativa di Giulio Natali, 45 anni e una laurea in giurisprudenza.

Dopo gli studi Giulio si è dedicato allo sviluppo di attività commerciali, lavorando e viaggiando in tutto il mondo; attualmente è Direttore Risorse Umane di una importante Spa con sede a Pescara, con oltre duemila addetti. Una vita completamente dedicata al lavoro e alla famiglia la sua, dove lo spazio e il tempo per realizzare i propri sogni, i propri desideri e coltivare le proprie abilità, passioni e attitudini era sempre poco, troppo poco. Soprattutto quel bisogno di scrivere, che in Giulio si era manifestato fin da ragazzo, e che lo portava a cimentarsi nella composizione di brevi frasi “ad effetto”, quelle che oggi diventerebbero bellissimi post sui social accompagnando suggestive immagini, oltre a testi per canzoni.

Durante il lockdown di primavera, Giulio che ora non spendeva più tutto il suo tempo in lunghi viaggi, trasferimenti e trasferte poiché si trovava costretto a lavorare da casa in smartworking, ha sentito rinascere in lui quel bisogno giovanile di scrivere: ora che aveva il tempo, non aveva più scuse. Ha così cercato ispirazione nel suo cuore e nella sua mente, e lì ha trovato una serie di immagini, aneddoti e fotogrammi di situazioni che aveva visto accadere nella sua vita, e che invece di scomparire sotto i suoi occhi, erano andate ad infilarsi nei cassettini della sua memoria. Ne è nata una raccolta di racconti brevi, che ha trovato immediatamente un editore pronto a pubblicarli.

“Questioni di testa”, questo il titolo dell’opera, è un libro che parla di vita; parla di persone alle prese con i fatti della vita, delle loro scelte e delle loro reazioni rispetto alla vita stessa. L’obiettivo di Giulio era quello di spingere i lettori alla riflessione, invitandoli ad andare oltre l’apparenza, per cercare il vero senso delle cose di tutti i giorni, quello che troppo spesso fugge. Ognuna delle storie narrate, infatti, può portare un messaggio diverso rispetto alla mera narrazione dei fatti.

Non appena arrivato il contratto dall’editore, Giulio ha sentito il bisogno di dare un respiro più ampio a questo lavoro che per lui era la realizzazione di quel sogno che portava nel cuore da anni: ha capito che la sua opera avrebbe avuto Senso se avesse potuto aiutare qualcuno. Perciò ha deciso di devolvere la sua parte di ricavato dalle vendite ad una importante Onlus, la Lega del Filo d’Oro (www.legadelfilodoro.it), realtà a lui territorialmente vicina e che conosce per la concreta attività svolta a favore delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Persone che non possono vedere, sentire, parlare e che, per questo, hanno gravi difficoltà di comunicazione e di relazione.

A loro si dedica da oltre 55 anni la Lega del Filo d’Oro, che ha come obiettivo l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e la valorizzazione delle potenzialità residue e il sostegno alla ricerca della maggiore autonomia possibile di queste persone. Come molte Associazioni Italiane, la Lega de Filo d’Oro svolge attività solo parzialmente finanziate da fondi pubblici; perciò per continuare a garantire la propria opera ha bisogno del sostegno privato, di quella solidarietà, quel bene che si può fare in molti modi, anche osando mettere a frutto i propri talenti, come ha fatto Giulio, scrivendo.

Il suo libro, uscito da pochi giorni, si può ordinare sul sito dell’editore www.edizionilagru.com, ovvero su Ibs e nei prossimi giorni sarà disponibile anche su Amazon. Un plauso anche all’editore che, pur essendo una piccola realtà, non si è fatta sopraffare dalle difficoltà del periodo e continua a lavorare e investire nella cultura, importante medicina dell’anima.

A cura di Sara Patron – Foto Redazione

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