Già, proprio lui: il genio del Rinascimento, con un ventaglio di conoscenze smisurato che spaziavano dalle lettere alla scienza.

Figlio illegittimo del notaio Piero da Vinci, non svolse una regolare formazione di studio a scuola, tant’è che non conosceva nè il greco nè il latino, ma entrò a far parte, fin da giovanissimo, della bottega del Verrocchio insieme ad altri due grandi artisti: il Botticelli e il Perugino.

E questo la dice lunga anche in termini formativi, la sua non fu una formazione come si suol dire esemplare, che ci spinge a credere che spesso un pezzo di carta può valer poco, e che l’esperienza più grande si fa toccando le cose con mano, e non solo studiando teorie.
A più di cinquecento anni dalla sua morte, è quanto mai denso di significati, in un momento storico particolare come quello che stiamo attraversando, dove molti auspicano l’avvento di un nuovo Rinascimento, riflettere e ragionare su come, generazione dopo generazione, si sia arrivati fin qui, in un mondo in cui vengono innalzati a idoli personaggi di programmi televisivi di dubbia cultura, come quello in cui intervengono i cosi detti “tronisti”.

Quanto è lontano quel periodo in cui il mondo era abitato da un genio come Leonardo, che chiuso nella sua bottega, studiava, provava, sperimentava, costruiva, inventava, produceva….?
Leonardo è stato un uomo dalle mille capacità: poteva vantare una profonda esperienza in ogni campo, da quello artistico a quello medico, astronomico, letterario.
Lo possiamo immaginare come un vero e proprio filosofo, con un pensiero influenzato dai grandi sapienti del passato, come Aristotele e Platone, ai quali però non fece mai riferimento, dal momento che criticava aspramente tutti coloro che si basavano su ciò che è stato detto dagli altri, e non su un loro proprio pensiero.

Come letterato, Leonardo non ha lasciato alcuna opera programmata, piuttosto una serie disordinata di appunti, in cui appaiono disegni, schizzi, riflessioni, favole, progetti.
A suo modo era un contemporaneo, pensate che aveva il vezzo di usare una grafia speculare, leggibile quindi solamente con l’utilizzo di uno specchio, che è come dire che, tra cinquecento anni potrebbe risultare curioso e misterioso, l’utilizzo di gif ed emoticons, quali oggi usiamo per comunicare.

Come artista Leonardo ha lasciato alla Francia l’opera a cui teneva maggiormente, la Monnalisa, o più comunemente la Gioconda, che fu donata proprio da lui al re francese. Le altre opere popolari sono l’affresco “L’ultima cena” e “L’uomo vitruviano”, oggi presente sulla moneta da un euro.

Si è occupato del corpo umano, lavorava infatti sui cadaveri, attività a quell’epoca vietata dalla Santa Inquisizione. Lui pensava che conoscere esattamente come era fatto il corpo umano, potesse aiutare nella scultura e nell’arte in generale. Un artista, questo Leonardo, si potrebbe dire, di una attualità incredibile!

Non sembra davvero così lontano il periodo in cui visse Leonardo rispetto a quello attuale.
Pensiamo non solo alla lontananza come dimensione temporale, ma anche culturale: si pensa sempre che le epoche passate siano migliori, meno degradate, meno corrotte. In realtà è un errore: guardare il presente significa anche vedere cosa c’è di buono, quindi il progresso, la grandezza dello sviluppo che illumina di una luce grandiosa tutto ciò che nel passato è stato eccellente.

Il Rinascimento aveva Leonardo? Noi oggi abbiamo una tecnologia avanzata, e abbiamo anche giovani, perchè no, che hanno la capacità di far provare emozioni e passioni forti.
Parlare di Leonardo significa prima di ogni cosa parlare di “emozioni”.
Mi preme mettere in evidenza questo concetto percheè Leonardo si può considerare uno psicologo “ante litteram”, in quanto indagatore dell’animo umano e di tutti “i suoi moti”.

Una prova è data proprio dallo studio che egli fece dell espressioni mimico-facciali, e della gestualità, che nelle sue opere diventa emozione, fuoriuscita dall’interno verso l’esterno, movimento centrifugo, che, da dimensione interiore si esprime in reazione fisica.

Eclettico, soprattutto antesignano di un percorso che, mettendo in osmosi elementi fisio-psico-neurologici, lo vedono precorritore delle moderne neuroscienze, con un approccio diagnostico di tipo olistico.
Leonardo con la sua operatività empirica, il linguaggio semplice, l’intuito profondo ha veramente saputo penetrare tutte le pieghe dell’animo umano, restituendocene una descrizione così puntuale, da fornirci ancora “precetti” validi per l’uomo odierno!.

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Imagoeconomica

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