Continua l’escalation di tensione tra Russia ed Occidente. Il capo del Cremlino potrebbe annunciare legge marziale e mobilitazione il 9 maggio, quando celebrerà la vittoria dell’Urss contro Hitler.

Continua l’escalation di tensione tra Occidente e Russia. Vladimir Putin potrebbe abbandonare la definizione di “operazione speciale” in occasione della parata prevista il 9 maggio che celebra la vittoria nella Seconda guerra mondiale dell’Urss contro Hitler, e dichiarare una “guerra totale” all’Ucraina. A ritenerlo funzionari sia russi che occidentali. Per il Cremlino si tratterebbe di un tentativo di riscatto per i rallentamenti dell’offensiva ed i fallimenti in Ucraina. Secondo molti commentatori, l’annuncio porterebbe ad una possibile mobilitazione nel paese per aggiungere un numero ragguardevole di truppe per superare l’impasse sul fronte.

Una notizia che fa il paio con l’annuncio di Kiev secondo cui la Russia sta potenziando le sue truppe nell’est del Paese nel Donbass, per intensificare l’offensiva. Segnali che stridono però con la realtà – almeno per come è riportata da fonti occidentali – di un rallentamento dell’offensiva russa nell’Est “a causa della forte resistenza delle forze ucraine”. Nel pomeriggio l’annuncio da fonte The Times: ucciso dai russi il maggiore Stepan Tarabalka, 29 anni, il pilota-eroe incubo di Mosca: dopo l’abbattimento personale di 40 caccia nemici, era diventato leggenda nella resistenza del paese e soprannominato “fantasma di Kiev“, colpito sul suo aereo dall’esercito di Putin.

Nel tardo pomeriggio diverse esplosioni su Odessa, nel sud del Paese, dove un razzo lanciato dalla Crimea – occupata dai russi – ha danneggiato la pista dell’aeroporto mettendola fuori uso. Nell’est dell’Ucraina invece si continua a combattere villaggio per villaggio, per frenare l’avanzata delle truppe di Putin: due bus per l’evacuazione di civili da Popasna – nella regione di Luhansk – vengono bersagliati da spari esplosi dalle forze russe e la Bbc, citando i volontari impegnati nelle evacuazioni, successivamente riferisce che “i bus risultano dispersi”. Nell’assedio di Mariupol l’Onu è al lavoro per mediare un’evacuazione di civili dall’ultima roccaforte non in mano russa in città: l’acciaieria Azovstal.

Secondo la Tass – l’agenzia di stampa russa – “25 civili hanno lasciato l’acciaieria fra cui 6 bambini di meno di 14 anni”. La notizia trova conferme da fonti ucraine.
Quello che non risulta ancora chiaro è se siano state distrutte alcune delle strutture seminterrate dove si sono rifugiati soldati ucraini e combattenti del battaglione Azov, insieme a centinaia di civili allo stremo con pochissimo cibo ed acqua.

Sul fronte diplomatico il neo-rieletto presidente francese, Emanuel Macron, telefona al presidente Zelensky, promettendo di “rafforzare il sostegno a Kiev in armi di difesa ed in aiuti umanitari”, mentre giungono nuove prove di atrocità da Bucha: secondo la polizia ucraina in una fossa comune sono scoperti cadaveri di 3 uomini “con segni di tortura, mani legate ed occhi coperti da bende”. La Russia intanto assicura che “i rischi di una guerra nucleare andrebbero mantenuti al minimo e che qualunque conflitto armato fra potenze nucleari vada evitato”.

A questa dichiarazione distensiva fa da contraltare l’annuncio dell’abbandono della stazione spaziale internazionale Iss, da parte dei cosmonauti russi: “Avvertiremo i nostri partner con un anno di anticipo, della fine del nostro lavoro sulla Iss”, così il direttore generale del programma spaziale russo Roscosmos, Dmitry Rogozin.

La Svezia denuncia: “Un aereo di ricognizione russo ha violato nostro spazio aereo”. Il paese scandinavo sta valutando da giorni la possibilità di candidarsi a entrare nella Nato, alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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