…. Bitossi …. Bitossi …. Bitossi …. Bassooooooooo!!!!

Campionato del Mondo di ciclismo 1972, si corre a Gap, in Francia ed il ciclista azzurro, Franco Bitossi scatta a pochi chilometri dal traguardo e pare poter essere il nuovo Campione del Mondo, salvo che il gruppo lo rimonta e lo sorpassa a pochissimi metri dal traguardo, in un finale che Adriano De Zan commenta al cardiopalmo per una vittoria comunque italiana, con uno sconsolato ed incredulo Bitossi finito al secondo posto e l’ultimo gradino del podio occupato dal francese Cyrille Guimard.

Marino Basso, nato a Caldogno (Vicenza) l’1 giugno 1945, ha corso da professionista tra il 1966 ed il 1978, vestendo, tra le altre, le maglie di alcune delle formazioni più importanti dell’epoca, come la Molteni, la Salvarani, la Bianchi, la Gis Gelati.

Passista veloce, Basso è stato uno dei più forti sprinter della sua epoca, con all’attivo ben ventisette tappe dei tre grandi Giri quindici al Giro d’Italia, sei sia al Tour che alla Vuelta spagnola; uno dei suoi maggiori rivali, sino al 1972, è stato un altro veneto (ma della provincia di Padova), Dino Zandegù, da cui lo divideva una fiera rivalità, che li fece diventare protagonisti oltre che in bicicletta, in mitiche volate, anche durante le trasmissioni del Processo alla Tappa, condotto da Sergio Zavoli, dove il confronto proseguiva dialetticamente, con Zandegù che accusava il rivale di attaccarglisi alla maglia per darsi lo slancio vincente …

Oltre che protagonista nelle volate dei grandi Giri, Basso ha vinto numerose classiche del panorama ciclistico italiano: dal Giro del Piemonte alla Milano-Vignola (tre volte), dalla Tre Valli Varesine alla Coppa Bernocchi, dal Giro di Campania al Trofeo Matteotti, oltre alla conquista della Classifica a punti del Giro d’Italia 1971.

Basso non ha mai vinto nessuna delle Classiche Monumento, ma è comunque stato spesso protagonista, con due terzi posti alla Milano-Sanremo (1969 e 1972) ed il medesimo piazzamento al Giro delle Fiandre (1969) e persino alla Parigi-Roubaix (1971), una corsa non certo adatta alle sue caratteristiche.
Una volta ritiratosi, Basso si è dedicato alla costruzione di biciclette, che portano appunto il suo nome e, dal 1987 al 2008, alla carriera di allenatore.

Bitossi …. Bitossi …. Bitossi …. Bassoooooooooo!!!! E’ un cult della storia del ciclismo, una delle pagine indimenticabili per tutti gli appassionati della bicicletta, un documento anche televisivo da riguardare ogni tanto, magari non sempre vestendo i panni del vincitore.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Ansa

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