Il Gran Premio di Montecarlo, oltre ad essere uno dei GP più prestigiosi e difficili della Formula 1, con quei passaggi strettissimi sulle strade del Principato, tra guard rail e marciapiedi, è una corsa dove non mancano incidenti anche spettacolari, proprio a causa delle caratteristiche del tracciato cittadino; vincere a Montecarlo non è semplice, ma non lo è neppure terminare la gara, il cui risultato è stato spesso determinato proprio dagli incidenti.

Alcuni di questi incidenti si sono rivelati drammatici, come quello capitato ad Alberto Ascari, nel 1955, ed all’australiano Paul Hawkins, nel 1965, che volarono letteralmente in mare con le proprie auto, anche a causa delle scarse protezioni della zona lungo il porto, la stessa dove il 7 maggio 1967 avvenne il più tragico degli incidenti monegaschi, in cui perse la vita Lorenzo Bandini, che correva con la Ferrari.

Bandini era nato in Cirenaica il 21 dicembre 1935, dove la sua famiglia si era trasferita dall’Emilia; a seguito dello scoppio della II Guerra Mondiale, i Bandini erano tornati in Italia nel 1941, acquistando un albergo a San Cassiano di Brisighella, dove era nato il papà di Lorenzo; nel 1944 l’albergo viene bombardato ed in seguito il papà ucciso, pare in una rappresaglia partigiana, e la mamma si trasferisce con Lorenzo e la sorella a Brisighella.
Lorenzo studia da meccanico, inizia a lavorare e nel 1950 si trasferisce a Milano, per lavorare nell’officina Freddi, di proprietà di quello che diverrà il suocero; Lorenzo è un bravo meccanico e seguendo il suocero appassionato di corse automobilistiche, si appassiona a sua volta e nel 1956 partecipa alla sua prima gara, guidando una Fiat 1100 di proprietà proprio del suocero.

Da lì è un susseguirsi di corse e di piazzamenti, mentre la prima vittoria arriva nel 1958, quando vince la propria classe alla 1000 Miglia; la stoffa c’è, Lorenzo è un pilota veloce, affidabile, ottimo collaudatore e preparatore, caratteristiche che si abbinano a quelle dell’uomo, serio, disponibile, affabile.
Nel 1960 ecco la Formula Junior, quella che apre le porte alla Formula 1, in cui approda l’anno seguente, al volante di una Cooper T51; i risultati non sono eclatanti, dato che Bandini non va più in là di un dodicesimo posto in Gran Bretagna e di un ottavo a Monza, ma dimostra di avere della stoffa ed entra nel mirino della Ferrari, in quegli anni non esattamente così competitiva.

In ogni caso guidare per la Scuderia di Maranello è il sogno di ogni pilota e nel 1962 arriva per Lorenzo la chiamata del Commendatore Enzo; la stagione in Formula 1 non è esaltante, nonostante il terzo posto a Montecarlo, sono solo altre due le partecipazioni al Mondiale, con un ritiro in Germani ed un ottavo posto a Monza, mentre la vittoria arriva nel GP del Mediterraneo, gara non valida per il campionato.

Nel 1963 prosegue lo scarso utilizzo in Formula 1, ma Bandini vince la 24 ore di Le Mans, in coppia con Ludovico Scarfiotti, al volante della Ferrari 250 P, oltre ad alcune gare non di campionato, che all’epoca tutti i piloti correvano; anche in quell’anno, le Ferrari non sono gran che competitive, ma Bandini si merita comunque la conferma per la stagione successiva, dove fa da secondo a John Surtees, e nel corso del quale vince il suo primo ed unico Gran Premio di Formula 1.

Accade in Austria, a Zeltweg, il 23 agosto, e Bandini precede l’americano Ginther su BRM e l’inglese Bob Anderson su Brabham; in stagione ottiene anche tre terzi posti, contribuendo con i suoi piazzamenti alla vittoria in campionato di Surtees, con il quale ottiene il terzo posto a Le Mans.Il 1965 ed il 1966 non sono prodighi per Bandini, che ottiene in entrambe le stagioni il secondo posto a Montecarlo, co e migliori risultati, oltre ad ottenere la vittoria nella Targa Florio, insieme a Nino Vaccarella.

Il 1967 sembra l’anno della svolta per Lorenzo, data la vittoria nella 24 ore di Daytona e nella 1000 chilometri di Monza, insieme a Chris Amon, che gli fa da secondo pilota in Formula 1; qui la Ferrari decide di iniziare la stagione saltando il primo Gran Premio, in Sudafrica, presentandosi però agguerrita a Montecarlo, dove Bandini parte in prima fila, con il secondo tempo in prova, dietro Jack Brabham.
La corsa vede proprio Brabham rompere il motore al secondo giro, inondando la pista di olio, cosa che causa diversi incidenti ed un dritto anche di Bandini, che da primo si ritrova al terzo posto; la gara si svolge sui 100 giri, una cosa pazzesca visto la tortuosità e pericolosità del tracciato.
Dopo ottanta giri in testa c’è Denis Hulme, Bandini lo insegue con un distacco che diminuisce ed aumenta giro dopo giro, creando preoccupazione nel box Ferrari, dove pensano ad un pilota stanchissimo, che pare non vedere le indicazioni esposte dalla scuderia, dato che le due rosse viaggiano al secondo e terzo posto, con le posizioni ormai cristallizzate.

All’ottantaduesimo giro la Ferrari esce dal tunnel velocissima, troppo per poter affrontare la chicane lungo il porto …. infatti all’improvviso la macchina sbanda, si impenna dopo aver toccato una bitta di ormeggio troppo vicina al tracciato, e si capovolge, mentre il fuoco divampa improvviso, avvolge l’auto e incendia le balle di paglia poste in quel luogo. I soccorritori sono senza tute antincendio e non riescono ad avvicinarsi alla Ferrari avvolta dalle fiamme, gli estintori sono poco efficaci ed alcuni pensano che il pilota sia stato sbalzato in mare; intorno all’incendio è il caos e solo qualcuno si accorge che il pilota è dentro l’auto ….
Finalmente si riesce a spegnere un po’ la furia delle fiamme e tirare fuori il corpo inerme di Bandini dai rottami incandescenti della sua Ferrari; sono però passati più di tre lunghissimi minuti e quando finalmente si riesce a caricare Lorenzo sull’ambulanza, le sue condizioni sono disperate, il corpo ustionato al 60%, una bruttissima ferita alla milza ….
In ospedale si tenta di tutto, ma il fuoco, i vapori, la terribile botta, hanno provocato danni irreparabili; la forte fibra di Lorenzo lo fa lottare per tre lunghissimi giorni, senza riprendere conoscenza, prima che, il 10 maggio, la vita abbandona Bandini, tra la disperazione della moglie, degli amici, di tutti coloro che gli volevano bene e credevano in lui.

Ai funerali, che si tengono a Reggiolo, sono presenti almeno 100.000 persone, a testimoniare l’amore verso il pilota e l’uomo, un Campione del Mondo potenziale, cui la fortuna non ha mai dato una mano, nonostante Lorenzo fosse una persona veramente meritevole e capace.
La salma del pilota fu poi tumulata nel Cimitero di Musocco, a Milano, poco distante dall’Officina dove tutto era iniziato ….

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Getty Image

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui