Svetlana Alexievich, scrittrice ucraina “scomoda”, ha vinto il premier Nobel per la Letteratura. La donna è molto sgradita al regime del suo Paese e certo non è amata dai vertici russi, che lei accusa di essere fautori di una “mentalità da Lager” applicata al presente.

L’ambito riconoscimento a questa giornalista e scrittrice nata il 31 maggio del 1948 da padre bielorusso e madre ucraina, è arrivato a pochi giorni dalle nuove elezioni presidenziali nel suo Paese (che vedranno la conferma dell’autoritario Aleksander Lukashenko), mentre nella crisi ucraina si intravede uno spiraglio con la tregua in vigore nell’Est.

“Nella Russia di Putin viviamo con la mentalità da Lager. Non si parla d`altro che del pericolo che viene da fuori, dal presunto accerchiamento da parte dei nemici esterni e della minaccia che viene da quelli interni” commentava un anno fa, in Italia per la presentazione del suo libro “Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del Comunismo”.

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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