Il disastro del Ponte Morandi di Genova a ricordo delle vittime

Inizia oggi il maxi processo per la tragedia del ponte Morandi di Genova, avvenuta il 14 agosto del 2018 e in cui persero la vita 43 persone.

Omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Queste le accuse, a vario titolo, contro i 59 imputati ritenuti responsabili del collasso del viadotto della A10.

178 i testi, tra cui gli ex ministri Graziano Delrio e Antonio Di Pietro, l’attuale Ad di Aspi Roberto Tomasi nella lista presentata dai pubblici ministeri.

Il processo arriva dopo quattro anni di indagini, due incidenti probatori, terabite di file e documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza.

“Sapevano e non intervennero”, questa in estrema sintesi l’accusa di cui dovranno rispondere ex vertici e tecnici di Autostrade e Spea (la società che si occupava della manutenzione e delle ispezioni), attuali ed ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture e funzionari del Provveditorato. Per i pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, buona parte degli imputati immaginava che il ponte sarebbe potuto crollare ma non fecero nulla. Aspi e Spea sono uscite dal processo patteggiando circa 30 milioni.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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