Questo è un breve racconto che a prima vista può sembrare un insieme di sfortunati quanto deprecabili eventi, invece non lo è. L’aggravante è che la stessa vicenda riguarda oltre quarantamila giovani, sparsi su tutto il territorio nazionale, che possono confermare l’intera storia. Tutto ha inizio a maggio del 2017 quando finalmente, dopo oltre un decennio di assordante silenzio, è stato bandito un concorso pubblico per 1148 allievi agenti della Polizia di Stato. Passata l’estate sui libri il giorno dell’esame, il nostro candidato ha ottenuto il punteggio di 9.50 decimi rispondendo a 76 domande su 80 di cultura generale. Un risultato di cui andare fieri. Il livello di preparazione si era però talmente alzato che purtroppo il giovane candidato fu estromesso dalle successive prove selettive. Potete immaginare lo sconforto. Senza disperare era però sicuro, così come avvenuto in passato, che anch’egli avrebbe avuto la possibilità di essere ammesso, mediante lo scorrimento della graduatoria, alla seconda fase di selezione. Seconda fase che si sviluppa in cinque giorni in cui psicologi, periti selettori e allenatori testano le tue capacità fisiche attitudinali mediante test, colloqui e prove scritte. Per tale motivo ha programmato un intenso allenamento del corpo e della mente per raggiungere i parametri richiesti. Il tempo passava portando con sé snervanti attese, flebili spiragli e dolorose smentite, sino ai primi giorni del 2019 quando finalmente sono stati presentati due emendamenti al senato. Gli stessi contengono però una novità inaspettata – meno di una riga tra virgolette – ma sufficiente a modificare i criteri del concorso, e la vita professionale, del nostro sfortunato aspirante. In sintesi la nuova graduatoria – rifacendosi all’articolo 6 del D.P.R. 24 aprile 1982 n. 335 aggiornato a fine 2017 – esclude, di fatto, tutti quelli che nel frattempo, non per colpa loro, hanno compiuto il ventiseiesimo anno di età, mentre prima il limite era di anni trenta, e/o chi non è provvisti di diploma di scuola superiore, rispetto a prima che era richiesta la licenza media (*lettera inviata al Senato). Un colpo di spugna che potremmo paragonare a una pugnalata alla schiena. La pugnalata è ovviamente metaforica ma il dolore è reale. Infatti, tale dolore si è tramutato immediatamente in mancanza di fiducia verso uno Stato che a trent’anni ti considera da rottamare e non più idoneo a ricoprire al meglio il ruolo istituzionale. Uno Stato che considera il diploma di terza media come sinonimo di minor intelligenza. Uno Stato nel quale le decisioni dovrebbero essere prese in tempo reale, poiché gli anni passano in fretta e il lavoro non ti aspetta. Uno Stato che non è al passo con i tempi, perché i tempi moderni richiedono velocità decisionale, azione e non per ultimo l’evitare di modificare i criteri selettivi di un concorso in percorso d’opera. Tutto questo contro chi nel frattempo si è sacrificato per ottenere una o più lauree, specializzazioni, e si sente giovane, ma che oggi per lo Stato Italiano non lo è più… Cesena, 19 gennaio 2019 Ugo Vandelli segretario generale regionale Emilia Romagna Equilibrio Sicurezza “il sindacato dei poliziotti”

(*) Sintesi della lettera inviata al Senato della Repubblica
Gentile Senatore,
la contatto perché oltre 40.000 giovani italiani hanno bisogno di lei e dell’intervento del suo schieramento politico. Nel 2017 abbiamo sostenuto i quiz per il concorso di 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato. Tra i requisiti che dovevano essere posseduti alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso e mantenuti fino alla data d’immissione nel ruolo degli Agenti e Assistenti della Polizia di Stato, vi erano:
– non avere compiuto i 30 anni;
– licenza di scuola media.
Dopo aver chiamato il primo blocco in graduatoria per svolgere l’iter concorsuale, a distanza di quasi 2 anni sembra che qualcosa si muova per una seconda chiamata (scorrimento della graduatoria) che, da quello che si legge, avverrà attraverso due emendamenti presentati nell’atto Senato 989 (decreto semplificazioni n.135) che dai prossimi giorni saranno discussi in Senato. Gli emendamenti, così come presentati, escluderanno gli over 25 e chi non ha il diploma di scuola superiore, a causa dell’inserimento dei nuovi parametri di età e/o titolo di studio. Limiti inseriti posteriormente alla data di uscita del citato bando di concorso. Tali emendamenti se fossero così approvati:
– sarebbero causa di una vera e propria discriminazione tra candidati. Infatti, gli idonei che nel frattempo hanno compiuto il 26esimo anno di età e chi non ha diploma, ora per allora, sarebbero esclusi, anche se dal bando iniziale avrebbero avuto tutti requisiti in regola;
– toglierebbero la possibilità, senza giusta causa, di realizzare le proprie aspirazioni all’interno della Polizia di Stato;
– violerebbero dei principi giuridici e il bando di concorso cui si fa riferimento.
Pertanto le chiediamo di evidenziare tale anomala situazione in Senato per far sì che si modifichi tempestivamente l’emendamento, prima dell’approvazione. Così facendo si eviterebbero lunghi e dispendiosi ricorsi, concedendo una razionale, equa e giusta possibilità di lavoro a noi candidati. Come possiamo noi giovani credere nella politica o nella pubblica amministrazione se le stesse vogliono cambiare le regole del gioco mentre le carte sono ancora sul tavolo, privandoci così di sogni legittimi e della possibilità di ottenere un lavoro dopo anni di sacrifici e in maniera capziosa. Fiducioso nel suo autorevole intervento colgo l’occasione per augurarle buon lavoro. In fede. Gli aspiranti allievo agente della Polizia di Stato.

Il Vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Marco Iorio

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