Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d�Italia, ed Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, durante la presentazione del libro �Fare politica in un mondo in frantumi�, università Luiss, Roma, 18 maggio 2022. ANSA/FABIO FRUSTACI

I partiti di sinistra, centro, destra, o quelli alternativi nati pochi giorni fa con simboli di satira aggiuntiva, sono nel vivo della bagarre “impressioni di settembre.”

Dopo gli ombrelloni e il salvagente degli italiani tornano le elezioni dei vitalizi e non certo di come guidare il paese per un’intera legislazione; se non ci è riuscito Draghi a traghettare il popolo tricolore fuori da una crisi economica sempre più incombete, figuriamoci il prossimo premier sotto la mano di Mattarella, cosa dovrà inventarsi per rimanere a lungo a Palazzo Chigi.

L’Italia naviga a singhiozzo da nord a sud, con i soliti problemi che vanno dal lavoro, a una sensibilità giovanile, alla sanità, alle pensioni.

Ma cosa dicono o esortino i soliti politici durante i giorni d’Agosto non è certo un’avventura, semmai una disavventura vestita dalla ipocrisia.

Salvini: “Sono contento e penso che, per la prima volta nella storia, la Lega possa avere nell’isola siciliana un risultato a due cifre. Questo mi aspetto”. E sulle pensioni: “Lavoriamo al dettaglio costi-benefici di Quota 41. Vedrò i leader dei sindacati sulla riforma delle pensioni per l’azzeramento della legge Fornero“. Come se fosse il mago Otelma che con uno schiocco di dita il gioco è fatto.

Mentre Luigi Di Maio uscito dal movimento dei grilli parlanti si affida ad un nuovo metodo terapeutico per puntare ad un 5% di ossigeno che gli consenta di rimanere a galla con un impegno civico.

Alle prossime elezioni con Impegno Civico andremo oltre il 3%, andremo ben oltre il 5%. Siamo nati per evitare lo scambio degli estremismi“.

Sul gas ha dichiarato: “Anche stamattina il prezzo del gas continua a salire. È urgentissimo approvare un tetto massimo europeo al prezzo del gas. Su questo finora c’è stata troppa ambiguità da parte del centrodestra: non capisco cosa abbiano contro”.

E poi la volta di Antonio Tajani che recita il solito rosario come priorità nel prossimo governo meno tasse e più lavoro: “Meno tasse e più lavoro e soldi nelle buste paghe. Per noi – rimarca dalla kermesse di Cl – la persona è centrale e per restituire la libertà bisogna ridurre il fardello fiscale per ridare potere di acquisto alle famiglie italiane in un momento di crescita dell’inflazione. E meno tasse per consentire alle imprese di affrontare meglio la situazione“.

Ci pare di capire che è già abbastanza, senza contare la Meloni e Letta che continuano a sfidarsi al tiro con l’arco dove le frecce non sono certo quelle di Cupido.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa 

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