L’eurozona rallenta. Gli indici Pmi sulle prospettive dell’attività economica continuano a calare. La recessione spaventa i mercati.

Maglia nera in Europa è Milano che ha perso il 3,36%. Giù anche tutti gli altri listini in calo di circa due punti percentuali.

Intanto Wall Street procede in rosso sui timori per la stretta monetaria della Federal Reserve, ricetta anti inflazionistica che rischia di congelare l’economia statunitense.

Anche dal punto di vista monetario arrivano i segnali di preoccupazione degli investitori. L’euro scivola ai minimi da 20 anni e si scambia a poco più di 0,97 contro il dollaro. Il biglietto verde torna a galoppare come bene rifugio e si rafforza contro tutte le monete.

La recessione all’orizzonte fa calare bruscamente anche il petrolio, in prospettiva di una minore domanda. il greggio americano scende sotto i 79 dollari al barile e il brent sotto gli 86.

E se il rendimento del nostro decennale sale al 4,36%, quello del bund (che a inizio di quest’anno era sotto zero) va oltre il 2%, mai visto dal 2013: sintomo anche questo della paura per le restrizione delle condizioni monetarie attesa per l’eurozona.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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