GABRIELE GRAVINA PRESIDENTE FIGC

Si ferma di nuovo lo sport o prosegue a singhiozzi a causa dei molteplici contagi da Covid. Soprattutto quello di squadra. Il rischio di gare di campionato a porte chiuse s’intravede, e non tanto all’orizzonte. Nonostante i protocolli siano rigidi, la pandemia galoppa ancora una volta. Il Governo cerca di correre ai ripari perché la crisi economica è uno spettro reale da contrastare. Definizione del gruppo squadra, quarantene attive e regime di “autocontrollo” per salvare i campionati a oggi in atto.

Questo è quanto è emerso dalla Conferenza Stato-Regioni, convocata per tracciare dei confini certi alla troppa discrezionalità e non omogeneità che viene applica dalle Asl sul territorio nazionale. Un documento che regolerà il percorso del calcio, basket e volley nell’era della pandemia.

Il compromesso raggiunto tra il ministro della Salute, il sottosegretario allo Sport e il presidente della Figc, a quanto pare è stato soddisfacente per tutte le parti. La percentuale di atleti positivi all’interno del gruppo squadra (tra 25 e 30 elementi), stabilito per rinviare una partita, scatterà se il 35% delle rose sarà positivo. Solo dopo, alla presenza di un vero e proprio focolaio, avverrà il blocco delle attività. In pratica, considerando una rosa da 25 atleti, con 9 positivi scatteranno i rinvii e lo stop. Con un solo contagio, invece, andrà a regime una “quarantena soft”. I contatti stretti potranno allenarsi e giocare, ma dovranno fare un tampone al giorno per cinque giorni.

Più uno rapido quattro ore prima della partita. Si dovrà indossare una mascherina Ffp2 in tutti gli ambienti in cui non è effettuata attività sportiva; quindi anche negli spogliatoi. Da due o più contagiati, in aggiunta ai test giornalieri e all’obbligo di mascherine, lo stato vaccinale o clinico determinerà un differente livello di quarantena. Vaccinati o immunizzati con ultima dose o guarigione entro 120 giorni finirà in “autocontrollo”, gli altri in “quarantena soft” per tre giorni, con la possibilità di scendere in campo, invece che in isolamento per cinque giorni. In questo modo i campionati potranno proseguire, come rilevato del sottosegretario allo Sport.

Soddisfatto del risultato ottenuto, frutto dell’ottimo lavoro svolto con le istituzioni, è stato espresso dal presidente della Federcalcio. Ora l’ultima parola spetta al Comitato Tecnico Scientifico. A questo punto sarebbe incomprensibile una non condivisione del documento. È questo il momento giusto per essere uniti. Lo sport deve essere compatto, mettendo al sicuro la salute di atleti e tifosi e garantendo la regolarità dei campionati. 

Il vice Direttore Ugo Vandelli

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