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PIANO DI OBAMA SU PROBLEMA ARMI

La disputa fra il Congresso americano e Barack Obama sulla questione delle armi si è protratta per molto tempo, ora però il presidente ha deciso di passare all’azione: ha così scavalcato il Congresso, facendo ricorso a quei poteri esecutivi che sono sua prerogativa, inaugurando con questa forte presa di posizione l’ultimo anno del suo mandato.

Obama ha voluto un piano in 10 punti per il controllo delle armi da fuoco negli Stati Uniti. La Casa Bianca ha confermato per oggi, martedì 5 gennaio, l’annuncio dalla East Room della residenza presidenziale, e ha rivelato i dettagli fondamentali del provvedimento, incentrato sul potenziamento dei controlli cosiddetti di “background”, affiancati da un impegno notevole per affrontare anche il tema della salute mentale.

Il focus viene incentrato sui rivenditori di armi da fuoco: che operino al dettaglio, sul web o nelle frequentatissime fiere di settore, saranno tutti obbligati a detenere un’apposita licenza per la vendita e a condurre accurati controlli e verifiche sugli acquirenti (“background check”). Il presidente ha inoltre disposto che l’Fbi incrementi del 50% il suo personale dedicato a condurre tali verifiche.

Altro punto importante sarà la richiesta di Obama al Congresso di disporre un finanziamento pari a 500 milioni di dollari per affrontare il problema anche sul piano della salute mentale. Sembra una risposta a chi sottolinea come in gran parte delle numerose stragi americane le armi vengano usate da persone affette da disturbi psichici.

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